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Ultima fermata Roma: la città al capolinea, la cupa profezia sulla Raggi

Un referendum, quello capitolino sulla messa a gara del servizio di trasporto pubblico, intorno al quale non si è discusso molto, promosso dai Radicali e però snobbato dalla gran parte dei partiti politici. Compresa Virginia Raggi, alle prese con un processo, quello per falso sul caso Marra, il cui esito potrebbe avere un peso specifico enorme sulle sue sorti. Poche dichiarazioni in merito dai Cinque Stelle, ancor meno dalla Lega. Forza Italia, per bocca di Antonio Tajani, ha invece voluto dire la sua.

 Innanzitutto, sul caso trasporti: “Noi immaginiamo – ha spiegato l’ex commissario Ue ai trasporti sulle pagine de Il Foglio – un sistema sul modello Acea per il trasporto pubblico-privato. Uno schema 49-51 per cento in cui il privato gestisce il servizio e il pubblico decide le linee guida. Senza liberalizzazione selvaggia, senza mortificare i lavoratori”. Sulla capitale, però, Tajani dà complessivamente un giudizio molto negativo, bocciando in pieno la gestione grillina.
“Assistiamo a una paralisi dovuta all’incapacità di amministrare. Roma è abbandonata a sé stessa. Pulizia zero, manutenzione zero, smaltimento rifiuti zero. Non vedo un disegno, non vedo una strategia”. Tajani allarga però il discorso a partire dalla capitale, accusando l’intero schieramento pentastellato di non aver saputo mantenere le promesse fatte agli italiani in campagna elettorale. E non risparmiando critiche nemmeno a Salvini: “L’alleanza coi Cinque Stelle paralizza la Lega nella sua capacità di innovare”.Una collaborazione innaturale, secondo Tajani, quella tra le due anime del governo, incompatibili. E che è destinata a finire presto: “Roma è al capolinea. Spero soltanto che l’Italia non finisca come Roma”.

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