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Il premier dice no alla nascita del “gruppo Conte”: “Un rischio per il governo”

Un’ipotesi della quale si era discusso parecchio nelle ultime ore, quella della nascita di un possibile “gruppo Conte” a supporto del governo e formato da personalità politiche “responsabili” che, pur avendo abbandonato i partiti che compongono l’esecutivo, fossero pronte a dare il loro supporto alla legislatura per evitare il ritorno al voto. Ma l’idea, rafforzata dalle dichiarazioni dell’ormai ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti che ne aveva parlato con entusiasmo, è subito naufragata per volontà precisa dello stesso premier, che ha smorzato ogni voce in questa direzione.

In mezzo al naufragio dei Cinque Stelle, in evidente affanno e alle prese con la fuga di parlamentari verso altri lidi, Conte vuole infatti evitare qualsiasi focolaio di tensione. “Preferisco andare avanti così” le parole del premier, deciso a non dare a ulteriori polemiche in un momento delicatissimo, con la manovra appena varata che ha lasciato evidenti strascichi all’interno della coalizione giallorossa. E così il premier ha incassato le dimissioni di Fioramonti senza battere ciglio, per non dare a sospetti. Un eventuale rifiuto avrebbe infatti fatto pensare a una mossa già concordata tra i due.
Toccherà ora ai Cinque Stelle scegliere il successore del ministro dimissionario. Quella casella nel puzzle del governo spetta al Movimento e nessuno è intenzionato ad avanzare pretese, onde evitare scontri pericolosi. Il nome più gettonato per la sostituzione di Fioramonti è in queste ore quello di Lucia Azzolina, deputata siciliana e attuale sottosegretaria del dicastero. Lo stesso Conte non ha opposto veti, pronto a procedere con la nomina. Ma il pallino è ancora in mano a Luigi Di Maio, al quale spetterà la decisione definitiva.Il premier da par suo andrà dritto per la sua strada, insistendo sulla necessità di una “ripartenza” del Paese basata sull’impianto della manovra appena varata, che fungerà da trampolino per il rilancio economico del Paese. Con il solito nemico all’orizzonte: quel Matteo Salvini con il quale Conte è in lotta ormai da mesi e col quale, c’è da scommettersi, i duelli a distanza a base di reciproche accuse non sono ancora finiti.

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