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Kiev, Fausto Biloslavo scampato a un attacco russo: il racconto

Stavolta Fausto Biloslavo ha rischiato davvero la pelle. Il giornalista è noto per i suoi servizi girati in territori di guerra un po’ in tutto il mondo. In questo periodo Biloslavo si trova a Kiev dove, insieme al suo cameraman, stava filmando la fuga di alcuni civili da un sobborgo della capitale. Proprio in quel momento, però, l’artiglieria russa ha iniziato a mirare da quella parte. Morti e feriti tra gli ucraini, sia civili che militari. Mentre Biloslavo e il suo collaboratore filmavano i momenti della loro precipitosa e drammatica fuga, poi raccontati in diretta dal giornalista nel corso della trasmissione di Rete 4, Zona bianca.

Fausto Biloslavo

“Diciamo che ci siamo andati vicini, molto vicini. Anche perché lo shock non era solo per noi, ma soprattutto per i civili che stavano scappando da Irpin, sobborgo a Nord-ovest di Kiev”. Così un Fausto Biloslavo ancora visibilmente provato racconta al conduttore Giusepe Brindisi la brutta avventura che è capitata a lui e al suo cameraman soltanto qualche ora prima. “Erano in fila indiana, cercavano di salire su questi autobus gialli che li portavano poi in salvo verso la stazione dei treni”, prosegue nel suo drammatico racconto mentre scorrono le immagini girate dal suo collaboratore proprio durante la loro precipitosa fuga dai proiettili russi.

“Già si bombardava. I colpi erano a poche centinaia di metri, ma poi si sono avvicinati. – racconta ancora Biloslavo – E a un certo punto ho sentito il primo sibilo. Era un razzo di mortaio e mi sono buttato a terra. Mentre i civili erano impazziti, correvano da tutte le parti e alcuni sono rimasti feriti. Come i soldati ucraini. Poi è arrivato il secondo colpo. Ho visto la colonna di fumo che si è alzata e il fragore che ti spacca le orecchie a trenta metri da noi. Li tiravano sul posto di blocco, ma sapevano bene che lì passavano profughi civili in fuga”.

“Tra l’altro fino a poco prima i soldati ucraini cercavano di aiutare i più fragili, i più deboli, gli anziani, le donne e i bambini a superare un guard rail. – aggiunge altri particolari Fausto Biloslavo – Proprio in questi momenti sono piombati i colpi, le granate o i razzi”. Il conduttore gli domanda se i russi abbiano sparato di proposito sui civili. “Questo doveva essere un corridoio umanitario, anche se forse non dichiarato. I militari ucraini erano impegnati a far uscire più gente possibile dalla trappola di Irpin”, conclude il giornalista.

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