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Il segreto della comunicazione del Pd? “Coraggio, empatia. E la capacità di prendere posizioni forti”

Quale strategia si nasconde dietro la comunicazione del Partito Democratico? Ce lo spiega Leonardo Cecchi, 28 anni, collaboratore dell’Espresso e dell’Huffington Post e consulente strategico proprio per quel Pd tornato al governo insieme ai Cinque Stelle negli scorsi mesi e dato in netta risalita nel consenso dai sondaggisti. “In questo periodo si punta su due concetti, empatia e coraggio. Sul primo fronte stiamo dando la nostra narrazione dei fatti e delle vicende di cronaca, dando l’opinione, il pensiero del partito su quanto accade in Italia. Lo facciamo con empatia, in maniera naturale. Diciamo la nostra, e questo paga, avvicina le persone”.

“Per quanto riguarda il coraggio, invece, è apprezzato il nostro aver iniziato a prendere posizioni forti. Non solo verso avversari politici, ma anche sui temi. Del lavoro, dell’emergenza, dell’economia. In non poche occasioni abbiamo piantato i piedi a terra e abbiamo difeso da attacchi donne e uomini come Lamorgese, Mattarella, Conte quando attaccati. Ma anche per difendere il Paese. Ad esempio sulla vergognosa vicenda di Christine Lagarde siamo stati il partito che ha preso la posizione più dura, nell’interesse dell’Italia. Tutto questo le persone lo hanno apprezzato, lo dimostrano i numeri: siamo ormai alla soglia dei 10 milioni di utenti raggiunti in un solo mese”.
C0nte, oggi più che mai al centro della scena, è anche il vostro presidente? “Certo che sì. A differenza di altri nell’opposizione, noi stiamo pensando all’Italia. E oggi il Presidente del Consiglio d’Italia è Giuseppe Conte, un uomo su cui sta ricadendo una responsabilità enorme. Difenderlo e sostenerlo, sia come Premier che come uomo, è quindi un nostro dovere, morale e politico. Al contrario dell’opposizione, che da settimane a parole dice volere unità e collaborazione, ma che nei fatti sta facendo l’esatto contrario. Anzi, si sta rendendo protagonista di molteplici tentativi di destabilizzazione del sistema”.

“Salvini e Meloni – attacca Cecchi – hanno condiviso sui social un video del Tg Leonardo risalente al 2015. Un video che parlava di un esperimento cinese per la creazione di un ‘supervirus’ che nulla aveva a che fare con il nuovo coronavirus. Pubblicandolo e gridando contestualmente al complotto, hanno così alimentato disinformazione e rischiato di creare gravi danni. Questa è gente che si candida a governare un paese eh, non un condominio. E questa è la responsabilità che dimostra.  Parliamo di responsabilità, appunto. I partiti hanno delle esigenze. Non possono smettere di comunicare, di prendere posizioni e, appunto, cercare il consenso anche attraverso tale comunicazione. Ma ad oggi siamo in pandemia, e c’è necessità di un modo di fare responsabile”.Il Pd si sta orientando in questo senso facendo una comunicazione che Cecchi definisce “pulita”: “Paga, paga sempre: non ci facciamo provocare e stiamo attenti alle fake news. Verificare sempre. È un partito che, per un “pezzo” di comunicazione, diventa tramite, supporto per la cittadinanza, indipendentemente dal colore politico. Che informa, ecco. Ad esempio sul decreto Cura Italia ci siamo molto impegnati prendendoci la briga di informare la cittadinanza, di puntualizzare e di semplificare i contenuti quando necessario. E proprio da qualche giorno abbiamo iniziato un’altra campagna: quella contro le bufale. Le cerchiamo, le smontiamo e informiamo le persone. E questo viene apprezzato”.

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