fare impresa domande a cui ogni startupper deve rispondere

Fare impresa, sei pronto a diventare startupper? Rispondi a queste 4 domande

Non basta avere un’idea d’impresa per essere imprenditori e questa è una banalità. Oltre ad avere pre-requisiti indispensabili quali un progetto concreto, un business plan, dei soldi da investire e dei soci (se previsto), ci sono alcune caratteristiche personali irrinunciabili che tutti gli startupper devono possedere ed alcuni atteggiamenti che devono essere possibilmente adottati. Che tu sia un ex manager deciso a diventare imprenditore o un neofita alla prima esperienza, se riuscirai a rispondere alle 4 domande contenute in questo articolo e ad essere davvero sincero con te stesso, sarai sulla strada giusta verso la tua nuova impresa.

Sto avendo l’impatto che desidero?

Gli imprenditori sono in genere persone ottimiste. Non conosco imprenditori che abbiano lasciato le loro posizioni manageriali perché erano infelici. La maggior parte di quelli che conosco amavano quello che stavano facendo e avevano avuto grande successo. In alcuni casi, alla fine, hanno raggiunto il vertice nella loro organizzazione. Tutti però hanno cercato di rispondere alla domanda: sto avendo l’impatto che desidero? Posso essere più efficace, raggiungere più alti livelli di soddisfazione nella sfera professionale? La motivazione è tutto, nell’impresa come nella vita. Avere un impatto positivo, su sé stessi, sul mondo che ci circonda: ogni aspirante imprenditore dovrebbe partire da questo.

Quale problema risolverò?

Prima abbiamo parlato dell’importanza per ogni impresa dell’impatto positivo, su noi stessi e sul mondo esterno. Allo stesso modo, ogni aspirante imprenditore deve porsi questa domanda: quale problema risolverò? Il “troubleshooting” è una delle costanti dell’esistenza umana. Quanti ostacoli, grandi e piccoli che siano, dobbiamo affrontare nel corso della nostra giornata? Un prodotto o un servizio vincente sono quelli che “risolvono un problema, una necessità”. Inventa qualcosa che soddisfa un bisogno immediato di un cliente, facendogli risparmiare tempo e denaro e avrai successo. Semplice? Per niente. Ci sono esempi di aziende che sul troubleshooting hanno miseramente fallito. Ma ci sono anche esempi di aziende nate proprio dalla risposta a questa domanda. E’ il caso ad esempio di Torchlite, fondata in Usa da Susan Marshall, già marketing manager di successo. L’azienda di Marshall offre software e servizi che aiutano i professionisti del marketing a fare di più collegando talenti freelance, campagne e tecnologie di marketing in un’unica piattaforma. Una specie di “uovo di colombo” del marketing, scusa se è poco.

Chi sono i miei co-fondatori?

Il team in un’impresa rappresenta la sua forza. Non è però sempre indispensabile avere dei compagni di viaggio che stiano nella “cabina di pilotaggio” insieme a te. Prendere in considerazione i tuoi potenziali co-fondatori e le loro capacità può però aiutarti a decidere se il percorso imprenditoriale che hai scelto sia quello giusto per te. Forse i beni più importanti che i co-fondatori possono apportare sono l’esperienza e i contatti che completano i tuoi. Chi sono dunque i tuoi co-fondatori ideali? Pensa alle persone che possono esserti utili come consigliere, pensa a chi ha una reale conoscenza del mercato in cui vuoi operare: questo può incidere molto sin dall’inizio sulla redditività dell’azienda e sulle sue  probabilità di successo.

startuper e disponibilità economicaHo una disponibilità economica adeguata?

Per la maggior parte dei manager, la scelta di “saltare il fosso” e diventare imprenditore e startupper richiede un sacrificio economico personale associato a lasciare una posizione esecutiva altamente remunerativa per mettersi in gioco da soli. Per chi si affaccia al mercato per la prima volta, magari dopo gli studi, l’aspetto finanziario è il maggiore degli ostacoli. La domanda riguardo la disponibilità finanziaria è la più importante: non importa quanto tempo pensi ci voglia per diventare la tua azienda redditizia, devi essere pronto ad immaginare ce ne voglia cinque volte di più. Ecco perché prima di fare il passo di mettersi in proprio ed avviare un’impresa bisogna essere consci di avere un “cuscinetto finanziario”: che siano risparmi personali, un coniuge con una rendita o ancora la buonuscita dal precedente lavoro.

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Paolo Cantulla
Vero, ispirato, innovatore: sono i concetti legati al suo impegno giornalistico. Ormai attivo da anni nel settore, collabora con diverse riviste trattanti tematiche legate al business ed alla tecnologia digitale.