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Quirinale: incontro segreto tra Meloni e Moratti, Salvini si mette in mezzo

Sta facendo molto discutere il retroscena pubblicato da Repubblica, secondo cui Giorgia Meloni si sarebbe incontrata segretamente con Letizia Moratti nei giorni scorsi. Faccia a faccia avvenuto in un ristorante di Roma, proprio vicino a Montecitorio. Al centro della loro discussione la strategia da adottare per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. La circostanza agita le acque nel centrodestra, considerato che al momento Silvio Berlusconi resta ancora il candidato di bandiera della coalizione. Ci pensa Matteo Salvini a gettare acqua sul fuoco.

Incontro tra Meloni e Moratti per il Quirinale

Dunque, secondo quanto riporta il quotidiano romano, qualche giorno fa la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, avrebbe incontrato l’ex sindaco di Milano, Letizia Moratti, ora assessore della Regione Lombardia. Le due donne avrebbero discusso anche della potenziale candidatura della Moratti alla presidenza della Repubblica. Il suo nome potrebbe dare molto fastidio a Berlusconi, visto che è considerata molto vicina a Matteo Renzi e anche alla potente organizzazione cattolica di Comunione e Liberazione. Insomma un nome, quello della Moratti, che potrebbe mettere d’accordo tutti, o quasi, per il Quirinale.

Ma il retroscena finisce per rompere le uova nel paniere anche al leader della Lega che, proprio nelle stesse ore, aveva cominciato a tessere i fili della sua tela in vista dell’elezione del successore di Sergio Mattarella. Sul Quirinale “non faccio nomi e non commento”, dichiara Salvini rivelando che la Meloni e la Moratti si sono incontrate “in un ristorante in piazza a Roma e, quindi, non mi sembra un incontro segreto. Se uno vuole fare un incontro segreto, non va a mangiare in piazza davanti a Montecitorio. Quindi, mi sembra che sia una montatura di panna”.

“Quando verrà il momento di parlare di Quirinale, da gennaio in poi, porteremo il nostro contributo – aggiunge Salvini -. Questa settimana conto di riunire il centrodestra che è e sarà compatto e determinante, maggioranza nel Parlamento e maggioranza nel Paese. Nomi non ne faccio, perché mi sembra una mancanza di rispetto”.

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