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Quirinale, le manovre di Salvini: “Vertice centrodestra possibile prima di Natale”

Manca poco più di un mese all’elezione del nuovo presidente della Repubblica e i partiti politici iniziano a prendere posizione. Nonostante il Natale si stia avvicinando e l’emergenza pandemica sia sempre più preoccupante, nelle stanze del potere si continua a tessere la tela per il Quirinale. Tra i protagonisti c’è sicuramente Matteo Salvini. Il leader della Lega non esclude un vertice del centrodestra già prima del 25 dicembre. Intanto dice di preferire che l’attuale premier Mario Draghi resti a Palazzo Chigi. Ed assicura a Silvio Berlusconi i voti della Lega per il Colle.

Le manovre di Salvini per il Quirinale

“A me sembra possibile” che si possa tenere un vertice del centrodestra prima di Natale per discutere di Quirinale. Così Matteo Salvini. “Chiederò agli amici del centrodestra di trovarci già questa settimana”, comunica ai giornalisti. “Draghi sta lavorando bene e sarebbe bene che continuasse a lavorare per il nostro Paese, senza mettere in discussione tutto quanto”, aggiunge poi, ribadendo la sua preferenza sulla permanenza dell’attuale premier a Palazzo Chigi fino alla fine naturale della legislatura.

“Non abbiamo tempo da perdere o da far perdere”, spiega inoltre allo scopo di rassicurare Berlusconi. “Lo incontrerò a breve e ne parlerò con lui. – sottolinea il leader del Carroccio – Però nessuno ha bisogno di rassicurare nessuno. Da segretario della Lega sono certo che le centinaia di voti leghisti per il Quirinale saranno compatti fino all’ultima scheda. E lavoro perché tutti possano avere questa compattezza. Stiamo lavorando per una soluzione positiva e rapida”.

“Dubito che un vertice ci possa essere prima di Natale per via degli impegni parlamentari, ma non lo escludo. – obietta però il meloniano Ignazio La Russa – Di sicuro per Fratelli d’Italia non ci sono problemi a incontrarsi per parlare delle elezioni del capo dello Stato. Speriamo che sia utile. Siamo tutti concordi sull’opzione di Silvio Berlusconi. Ma si va alla cieca, nel senso che ci auguriamo la sua vittoria. Ma se così non fosse, dovremmo immaginare ipotesi B e C ed essere tutti d’accordo. Ma queste ultime sono ipotesi ancora premature”, conclude.

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