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Fase 2, Conte in Parlamento: “Riaprire per gradi: un ritorno del virus sarebbe devastante”

Come annunciato ieri sera, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto in Parlamento per un’informativa sulla Fase 2 e per difendere quanto fatto dal governo fino a questo momento. La Lega, come è ormai noto, ha occupato le Aule, Renzi fa opposizione dall’interno e l’opposizione assedia il premier. Gli interrogativi principali sono i sussidi economici, le riaperture, l’utilizzo dei Dpcm, l’app Immuni e il ritorno alla normalità. Presente in Aula anche larga parte della squadra di governo. Le opposizioni hanno subito alzato i toni perché Conte ha iniziato a parlare senza mascherina. Fico è stato costretto quindi a richiama all’ordine e a sospendere la seduta per 5 minuti per le proteste sguaiate delle opposizioni. Alla fine il presidente del Consiglio è riuscito a iniziare: “Siamo costretti a riconsiderare i nostri modelli di vita e di sviluppo. Illustrerò l’indirizzo del governo, gli obiettivi perseguiti e le ragioni che ci hanno portato a prendere queste decisioni e infine affronterò il tema dell’utilizzo dei Dpcm”.

“Il governo ha sempre compreso la difficoltà del momento. Non abbiamo mai agito in solitaria. Le misure sono state prese all’esito di un’interlocuzione ampia con i membri del governo e con le delegazioni di maggioranza, con le parti sociali e con i rappresentati dei territori in cabina di regia. Il Parlamento è sempre stato informato con la mia presenza e con quella di vari ministri. Il governo fin dall’inizio si è confrontato con gli esperti del comitato tecnico scientifico per dare fondamento scientifico alle scelte politiche. Imperativo categorico per un governo di fronte a una minaccia così concreta, è mettere alla base delle proprie decisioni le raccomandazioni frutto di meditate ricerche e riflessioni di esperti del mondo scientifico. Nel suo recente rapporto, il comitato tecnico scientifico specifica che un’apertura simultanea di tutto il tessuto nazionale riporterebbe il tasso di diffusione dei contagi a un livello incontrollato. Si saturerebbe così il numero di posti in terapia intensiva e la situazione sarebbe potenzialmente pericolosissima”.

Il premier assicura che “non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali ma basato su rilevazioni scientifiche. Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime. Il principio di precauzione, quindi, deve guidarci anche in questa fase. Un ritorno di alti contagi creerebbe una crisi economica ancor peggiore di questa. Alla luce delle raccomandazioni del comitato tecnico scientifico, il 4 maggio segna l’inizio della Fase 2. Un primo passo per il ritorno alla normalità, per i cittadini e per gli imprenditori. Questa nuova fase sarà di convivenza con il virus e non di liberazione dal virus. Siamo ancora dentro la pandemia, non ne siamo usciti. Abbiamo fatto enormi sacrifici per combatterlo, ma ancora la strada è lunga. Abbiamo perso molti cari. E la prova per i nostri operatori sanitari è stata titanica. A loro va il nostro più sentito ringraziamento”.

“Non possiamo permetterci che tutti gli sforzi fatti fin qui vengano vanificati. Preferisco dirlo forte e chiaro, e dirlo in Parlamento, a rischio di risultare impopolare: il governo non può assicurare il ritorno immediato alla vita precedente. Da maggio procederemo con 150mila test seriologici per capire ancora meglio il virus. Nelle prossime ore il ministro della Salute emanerà un provvedimento per definire criteri e soglie d’allarme per controllare ciascuna area del Paese. Questo è importante perché permetterà di volta in volta di concordare con gli enti locali riaperture più ampie”.

Continua Conte: “Dal 4 maggio di ci si potrà muovere all’interno della propria regione. Si potrà fare attività motoria e sportiva evitando assembramenti. Sport individuali potranno tornare ad allenarsi a porte chiuse. Se la curva non dovesse salire nei prossimi giorni, inizieremo a pensare a una riapertura più ampia di tutti i settori produttivi e economici e della vendita al dettaglio. Guardiamo con apprensione anche al mondo dello spettacolo, della musica e della cultura. E al settore del turismo, uno dei più colpiti”.

“Si stanno creando nuove povertà, quindi utilizzeremo mezzi di erogazione di sussidi rapidi ed efficaci. Non vogliamo lasciare indietro nessuno. Saranno riproposte le semplificazioni, le sospensioni e i rinvii dei pagamenti. Libereremo 12 miliardi per le Regioni in modo che possano sostenere le realtà più colpite. Il governo ha deciso di sospendere l’aumento dell’Iva previsto per il prossimo anno. La politica fiscale dovrà essere espansiva e oculata: aumenteremo gli investimenti e lavoreremo a una drastica semplificazione della burocrazia”.

Quanto all’app Immuni Conte assicura che ha copertura legislativa: “Norma di rango primario, il Parlamento può agire”. Il decreto sulla app Immuni varato ieri sera dal cdm intende “chiarire e rafforzare la disciplina di questo particolare trattamento dei dati personali, in coerenza con quanto precisato dal garante dei dati. Si prevede che il titolare” del trattamento “sia il ministero della Salute e che l’applicazione sia installata su base volontaria, destinata ai soli soggetti che l’abbiamo scaricata. La piattaforma opererà nel nostro territorio nazionale, affidata a società pubbliche o comunque a totale partecipazione pubblica, e sarà scaricata gratuitamente, utilizzando codici che non permetterà di risalire all’identità dell’utente”.

Inoltre, aggiunge Conte: “Stiamo studiando, per inserirlo nel prossimo decreto, l’articolazione di un meccanismo per poter consentire ai cittadini di ricorrere in edilizia alla riconversione energetica e al miglioramento delle abitazioni con incentivi straordinari. Questo servirà per rimettere in moto il settore dell’edilizia. Dobbiamo anche procedere con velocità a mettere in moto il Decreto Liquidità per dare respiro ai cittadini e agli imprenditori”.

“Sui Dpcm: il 31 gennaio è stato deliberato per 6 mesi lo stato di emergenza nazionale, con l’avallo anche della Corte Costituzionale: questo legittima, insieme anche ai decreti legge successivi, i decreti fatti dalla presidenza del Consiglio, rispettando il principio di legalità per contrastare una situazione di emergenza straordinaria. Come giurista e come persona educata ai valori democratici ritengo ingiuste le accuse che mi sono state mosse di aver volutamente limitato le libertà personali dei cittadini. Alcuni hanno avanzato l’opinione che il Parlamento non sarebbe stato adeguatamente coinvolto. Rigetto queste accuse, il Parlamento dispone di tutti gli strumenti per indirizzare l’operato del governo, come pure la attività conoscitive. Il governo sarà sempre molto attento ai contributi che le Camere vorranno portare. E lo sarà ancora di più in questa Fase 2”.

“La reputazione dell’Italia all’estero è cresciuta enormemente nella gestione di questa emergenza. Ma questo non è tanto merito del governo: è merito dei cittadini italiani. Dobbiamo ringraziarli per quanto fatto. È merito loro se abbiamo piegato la curva dei contagi. Per questa Fae 2 deve esserci ancor più senso di responsabilità. Sono fiducioso che possiamo farcela”.

 

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