Interni

“Io come Berlinguer”: Salvini stavolta la spara davvero troppo grossa

Se Giuseppe Conte aveva fatto ricorso a Nanni Moretti per andare all’attacco di Matteo Salvini, con riferimento al film Ecce Bombo a prendere in giro la scelta della Lega di non presentarsi per l’ennesima volta a un invito del premier, la replica del Capitano non è certo stato altrettanto delicata, anzi. Punto nell’orgoglio, il leader della Lega è arrivato a paragonarsi addirittura a Enrico Berlinguer, scatenando la rabbia di tanti utenti che non sono riusciti a rimanere impassibili di fronte a una simile bestemmia.

“I valori di una certa sinistra che fu, quella di Berlinguer” i valori del “lavoro, degli artigiani, sono stati raccolti dalla Lega, se il Pd chiude Botteghe oscure, e la Lega riapre io sono contento, è un bel segnale”. Così il Capitano, parlando a La7, a “L’Aria che tira”, per poi concentrarsi sulla nuova sede della Lega a Roma, in apertura a Roma, in via delle Botteghe Oscure, di fronte alla ex sede del Pci. “Stiamo per aprire a Roma, a Bologna, a Reggio Calabria”.
Successivamente Salvini, attraverso le pagine del Fatto Quotidiano, ha risposto al premier Conte: “Il riferimento al film Ecce bombo? Mi fa piacere che il presidente del Consiglio abbia voglia di sorridere. Io, uscito di qua, andrò a incontrare il presidente dell’Inps perché ci sono milioni di cassintegrati e di pensionati che non hanno niente da ridere. Se lui è di buon umore, evidentemente se lo può permettere. Prima di venire qui sono stato tra gli insegnanti precari”.“Ecco, faccio un appello al presidente Conte che sorride o al ministro Azzolina che sorride: ci sono 200 mila precari – ha continua Salvini – che hanno nelle mani la vita e l’educazione dei nostri figli. Io partirei dalla scuola stabilizzando gli insegnanti. E poi non chiami l’opposizione il mercoledì per un incontro del giorno dopo. Lo fai magari con qualcuno che viene a sistemarti casa. In Parlamento si lavora per fatti, non per battute. Se fossi al posto del presidente del Consiglio, avrei ben poco da ridere. Probabilmente lui vive in un mondo ovattato”.

Emanuele Filiberto lancia il suo movimento: “Vi dico come si chiama e cosa faremo”