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Giorgia Meloni possibile candidata premier nel 2023

Si apre oggi a Milano la conferenza programmatica di Fratelli d’Italia con un titolo emblematico: ‘Italia, energia da liberare’. Protagonista della tre-giorni organizzata del partito della destra italiana è naturalmente Giorgia Meloni. Negli ultimi tempi stanno infatti crescendo le voci che la vedrebbero come possibile candidata alla presidenza del Consiglio alle prossime elezioni politiche che si terranno al massimo nel marzo 2023. Anche i sondaggi sorridono alla leadr di Fdi. E, inoltre, molti esponenti di Forza Italia, e anche della Lega, non sicuri di una poltrona al prossimo giro, iniziano a farle una corte spietata.

Giorgia Meloni

Il filosofo Stefano Zecchi ad esempio, ex assessore alla Cultura a Milano con il sindaco Gabriele Albertini, tra gli ospiti della conferenza, si dice certo che la Meloni “può riempire lo spazio politico ora vuoto in Italia. Quello di un partito liberal conservatore, di una destra moderata e internazionale che in origine era un progetto di Berlusconi”.

“Giorgia viene vista come la ciambella di salvataggio di tanti, ma non potrà salvare tutti”, rivela all’agenzia Adnkronos un importante esponente di Forza Italia la cui identità non viene però precisata. “Molti forzisti guardano alla Meloni come un’ancora di salvezza che può garantire candidature ma non posti sicuri”, aggiunge sibillino Mario Pepe, uno dei faigerati ‘Responsabili’ che salvarono il governo Berlusconi.

“Meloni può guidare una nuova Pdl”, la sponsorizza l’ex democristiano Gianfranco Rotondi che inviata “Silvio a pensarci. Giorgia sta crescendo. – aggiunge Rotondi – Non so dire se guarda al centro. Anche perché io non ho mai creduto al centro. La penso come Helmut Kohl per il quale il centro era solo ‘il perimetro degli elettori che si spostano da una parte all’altra’. Più che al centro, consiglierei a Giorgia di rivisitare alcune pagine della storia democristiana, in cui troverà spunti attuali per la costruzione di un ‘partito degli italiani’ che manca dalla fine della Dc”, conclude Rotondi.

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