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Khaby Lame il più seguito al mondo su Tik Tok: “Ma per l’Italia sono ancora straniero”

Quello di Khaby Lame è il profilo di Tik Tok più seguito al mondo. Accade tre minuti dopo la mezzanotte del 23 giugno quando i suoi follower arrivano a sfondare la fantasmagorica cifra di 142 milioni. Il ragazzo 22enne, originario del Senegal, che vive a Chivasso, è diventato famoso senza aver detto mai una parola durante i suoi video che sono tutti rigorosamente muti. Lame rilascia un’intervista a Repubblica in cui si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa.

epa09955731 Khaby Lame arrives for the screening of ‘Top Gun: Maverick’ during the 75th annual Cannes Film Festival, in Cannes, France, 18 May 2022. The movie is presented out of competition of the festival which runs from 17 to 28 May. EPA/SEBASTIEN NOGIER

Il cornista di Repubblica raggiunge Khaby Lame a Milano dove si trova insieme al suo manager Alessandro Riggio. Il viaggio di lavoro a Los Angeles è saltato perché il suo visto per gli Usa non è arrivato in tempo. Il ragazzo infatti non ha ancora la cittadinanza italiana, nonostante si sia trasferito nel nostro Paese dal Senegal quando aveva appena un anno. Con il suo passaporto senegalese è invece più difficile ottenere i permessi per viaggiare in tutto il mondo, anche in America.

Khaby Lame dichiara subito di sentirsi “felice” per il traguardo social appena raggiunto. “È un bel traguardo. Ieri notte siamo rimasti svegli con il team a seguire il conto alla rovescia su Tok count e abbiamo festeggiato tutti assieme. È un successo di squadra- racconta il re di Tik Tok – È stato un anno pazzesco, ho incontrato persone meravigliose, siamo cresciuti molto come team. Abbiamo anche avuto momenti difficili ma se ami quello che fai niente è davvero difficile. E poi ho fatto il red carpet a Venezia e a Cannes”.

Poi il giornalista gli domanda ironicamente se si meriti di poter viaggiare con un passaporto italiano. “Se dio vuole”, replica Khaby Lame che poi si rivolge direttamente al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per dirle che “non è giusto che una persona che vive e cresce con la cultura italiana per così tanti anni ed è pulito, non abbia ancora oggi il diritto di cittadinanza. E non parlo solo per me. Il visto e magari la cittadinanza mi renderebbero le cose più facili, ma non sarei contento pensando a tutte quelle altre persone che magari sono anche nate in Italia e non hanno lo stesso diritto”, conclude.

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