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La Bestia di Morisi peggio dei terroristi? Polemica su In Onda

Esplode la polemica tra i giornalisti di Libero e David Parenzo. Il conduttore di In Onda, insieme a Conchita De Gregorio, accusa il quotidiano di aver voluto forzare un pezzo sulla puntata trasmessa su La7 il 2 ottobre. Argomento della trasmissione è il caso Morisi. Il filosofo Umberto Galimberti, ospite in collegamento video, si lancia in un’analisi del ruolo della Bestia ideata dall’ex guru social di Matteo Salvini. Una condanna senza appello, visto che la violenza veicolata sul web viene addirittura definita peggiore dei terroristi degli anni ‘70 che almeno, dichiara Galimberti, “avevano un’ideologia alle spalle”. Parole non censurate da nessuno in studio. Anzi la De Gregorio e la giornalista Marianna Aprile ci mettono il carico.

A In Onda si parla de La Bestia

“C’ è una bella differenza. – afferma Galimberti paragonando la Bestia al terrorismo politico – Non giustifico le cose degli anni ‘70. Ma avevano un’ideologia alle spalle. E, per quanto esecrabili siano state le loro azioni, chi è che lo mette in dubbio, però almeno avevano un supporto, non dico di pensiero, ma qualche cosa che gli assomigliava. Questi neppure questo (riferito agli hater ndr)”.

“Aggiungo professore – interviene Conchita De Gregorio – che nel corpo a corpo, qualunque esso sia, si gioca ad armi, impari perché uno è armato e l’altro no (prova a correggersi ndr). Ma comunque anche chi spara, il terrorista che spara rischia di morire. Non so come dire. È una battaglia in cui i corpi si fronteggiano. L’aggressione che arriva dal web anonima – prosegue la conduttrice – è un po’ come il drone. Lì il gruppo non rischia niente. Io aggredisco te che rimani vittima, ma non rischio mai di morirne. A meno che non arrivi la nemesi”.

“Però lo sai che questo mi preoccupa quasi di più? – chiosa allora la Aprile – Senza voler sminuire gli anni di Piombo, figuriamoci. Però lì si trattava di azioni criminali che avevano un tempo e un luogo definito. Con degli autori che venivano, nella migliore delle ipotesi, perseguiti, rintracciati e eventualmente puniti”. “E che comunque rischiavano la vita”, le fa eco la De Gregorio.

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