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La casa dei padri separati: “All’improvviso ho perso tutto, non sapevo dove andare”

Un rapporto che non funziona più, la separazione con la compagna di una vita, i figli da mantenere. Sono i padri separati e divorziati che affrontano un percorso difficile, quello del distacco dalla famiglia e delle conseguenze psicologiche ed economiche che comporta. Sono loro infatti i nuovi poveri: tra spese legali e mantenimento ai figli, lo stipendio non basta più per affittare una nuova casa. Sono in molti i padri alle prese con una separazione che finiscono a vivere in macchina, per strada o nei dormitori quando non hanno qualcuno da cui andare. Comincia così un calvario umiliante per un padre lavoratore che già è in una situazione di sofferenza per la fine di un rapporto. In soccorso a questa categoria arriva La Casa dei Padri Separati, un’associazione torinese che offre loro l’opportunità di vivere in una casa condivisa con altri uomini nella stessa situazione.

Fabrizio è di Varese. Lì, con la compagna e i 5 figli, ha una pizzeria, delle case, degli investimenti. Con la separazione perde tutto e per la vergogna prende un treno e viene a Torino, il 3 novembre 2018. Non sa dove andare, non sa cosa fare, è disperato. Ad aiutarlo un dormitorio, nel quale si sistema in attesa di capire cosa fare della sua vita. A Varese restano i suoi figli che ama molto e davanti a sé ha una vita nuova che a tratti lo spaventa. Come racconta a Fanpage.it, Fabrizio resta in quel dormitorio per un anno, fino a quando non incontra Luigi della Casa dei Padri Separati che gli offre un posto in un appartamento, 200 euro al mese di contributo da pagare quando potrà farlo e finalmente un luogo da frequentare anche di giorno. Adesso Fabrizio ha ripreso in mano la sua vita. Lavora in un mercato, la pandemia non ha fermato l’attività ma ha rallentato le visite ai suoi figli: “Non so se posso andare a trovarli, ma mi sto documentando su internet con un avvocato che dice che nessuno ha il diritto di impedire a un genitore di vedere i propri figli, anche se siamo in Zona Rossa”
Una seconda testimonianza del grande servizio che rende La Casa dei Padri Separati di Torino, è quella di Roberto: di origini siciliane, l’uomo ha quattro figli e rapporto con sua moglie si deteriora qualche anno fa. Così prende la valigia e senza riflettere se ne va, con soli 30 euro in tasca. Lo stipendio da operaio alla fonderia sarebbe arrivato di lì a una ventina di giorni e così, nel frattempo, senza dire nulla ai fratelli e agli anziani genitori, per la vergogna e l’orgoglio di non farsi aiutare da nessuno, vive in macchina per 12 giorni, dormendo nel parcheggio di una stazione di servizio sulla A4 Torino Milano. Poi anche a lui Luigi offre un posto nella casa in cui rimane oltre un anno prima di rimettersi in sesto: con 400 euro al mese di mantenimento per i figli, uno stipendio solo che non basta per affittare un appartamento decente.E’ questo lo scopo della Casa dei Padri Separati, una iniziativa dell’associazione guidata da Luigi Ronzulli: “In un momento come questo – racconta Luigi nella sua intervista a Fanpage.it – questi uomini hanno bisogno di un posto in cui stare, di un luogo che consenta loro di confrontarsi con gli altri che hanno storie simili e di dare loro la forza per ricominciare”.

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