Interni

La famiglia afghana secondo Salvini: madre, figlio e “potenziale terrorista”

Certe volte viene da chiedersi se Matteo Salvini legga i post che i suoi esperti social pubblicano a sua nome e, se sì, quanto eventualmente li condivida. Una domanda che sorge spontanea di fronte a contenuti ai limiti dell’imbarazzante, come un recente messaggio via Twitter in cui il segretario della Lega affronta il tema dell’accoglienza dei cittadini afghani in fuga dal proprio Paese lanciandosi in una surreale descrizione del tipico nucleo famigliare del Medio Oriente.

La famiglia afghana secondo Salvini: madre, figlio e "potenziale terrorista"

“Afghanistan: corridoi umanitari per donne e bambini in pericolo certamente sì – ha scritto Matteo Salvini sul suo profilo Twitter, con un tweet fissato in alto affinché tutti possano leggerlo immediatamente – Porte aperte per migliaia di uomini, fra cui potenziali terroristi, assolutamente no”. Un passaggio, l’ultimo, che ha scatenato ovviamente reazioni rabbiose da parte degli utenti.

Salvini, nel riconoscere la necessità di dare accoglienza a persone in fuga da un Paese ora tornato in mano alle violenze dei talebani, ha infatti diviso categoricamente il popolo afghano in categorie, finendo per fornire una grottesca descrizione della “famiglia tipo”: mamma, figli e potenziale terrorista. Per questo, dunque, a detta del leader del Carroccio dovremmo lasciar entrare in Italia soltanto donne e bambini, evitando gli uomini.

Vero che di fronte alla rabbia talebana, i soggetti più a rischio sono proprio donne e bambini. Ma evitare a priori di accogliere gli uomini in quanto potenziali terroristi è una teoria francamente inaccettabile. “Salvini non perde occasione per ricordarci ogni giorno quanto gretta sia la mentalità” ha subito scritto un utente commentando il post. Altri si sono chiesti se a gestire i profili social del segretario leghista non ci sia, semplicemente, “un determinatissimo sabotatore”.

Ti potrebbe interessare anche: Incendiata la casa estiva di Mattarella: “Grazie a chi ha segnalato il rogo”