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La Guardia di Finanza a casa di Conte per una perquisizione

La Guardia di Finanza si presenta a casa di Giuseppe Conte per sequestrare documenti relativi ad alcune consulenze legali svolte dal leader M5S. A rivelarlo è il quotidiano Domani, diretto da Stefano Feltri. Secondo quanto scrivono i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian, l’ordine di perquisizione è partito dalla procura di Roma. Ma al momento né Conte né altri soggetti risultano indagati.

Giuseppe Conte

“Qualche settimana fa, in gran segreto, la Guardia di Finanza su ordine della procura di Roma ha bussato a casa di Giuseppe Conte”. Così scrivono su Domani i due giornalisti, esperti di inchieste di questo tipo. “I militari hanno chiesto all’ex presidente del Consiglio l’acquisizione di fatture e documenti delle consulenze (circa 3-400mila euro, non tutti pagati) che l’ex premier ha svolto per alcune società di Francesco Bellavista Caltagirone, ex patron del gruppo Acqua Marcia”. Questa la motivazione della perquisizione nell’abitazione del leader pentastellato.

“Il nuovo fascicolo d’indagine è a modello 44 (ad oggi, dunque, senza indagati) ed è planato da poco sulla scrivania della magistrata romana Maria Sabina Calabretta. – spiegano ancora i giornalisti di Domani – La pm ha ereditato la pratica dai colleghi di Perugia che indagano da mesi sulle dichiarazioni dell’imprenditore Piero Amara”. Insomma, come era già noto da tempo, Giuseppe Conte rischia di rimanere invischiato nelle dichiarazioni di Amara, considerato la ‘gola profonda’ dell’Eni.

Gli incarichi legali affidati a Conte risalgono al biennio 2012-13. E al centro dell’inchiesta ci sarebbe la fantomatica Loggia massonica Ungheria, della quale Amara ha parlato più volte ai magistrati. Durante un interrogatorio del 2019, proprio Amara ha fatto cenno alle consulenze di Conte e del suo mentore Guido Alpa, nel cui studio l’ex premier ha lavorato. Entrambi comunque hanno sempre respinto al mittente ogni accusa. Secondo Amara, però, lui stesso avrebbe “raccomandato” i nomi di alcuni avvocati a Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni esterne della società Acqua Marcia.

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