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La “mediazione” di Salvini sul Ddl Zan? 700 emendamenti per ostacolarne l’iter

A parole, la Lega di Matteo Salvini sembrava aver di colpo cambiato idea sul Ddl Zan, arrivando a invocarne una rapida approvazione con la collaborazione di tutte le forze politiche italiane. Nella realtà, invece, il Carroccio continua a osteggiare l’iter del provvedimento, contro il quale sono stati ora presentati addirittura 700 emendamenti. Un’enormità di modifiche richieste che, ovviamente, hanno lo scopo di rallentare ulteriormente il percorso della legge contro l’omotransfobia.

In un primo momento, la Lega aveva sconfessato la volontà di presentare una simile mole di emendamenti. Poi, ecco arrivare la valanga, con tanto di ricatto alle altre forze politiche: “Se si dialoga, la Lega è pronta a ritirare gran parte degli emendamenti presentati al Ddl Zan. Se invece il Pd continuerà a volere lo scontro, affosserà la legge e la tutela dei diritti di migliaia di persone” ha infatti commentato Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.

I dem al momento sono rimasti sulle loro posizioni. Il rischio però a questo punto è che il Ddl Zan possa slittare a data da destinarsi e che il mese possa chiudersi con un nulla di fatto. Con il timore fondato che, addirittura, non si riesca a completare l’iter durante questa legislatura.

Una notizia che ha scatenato la rabbia degli utenti, che si sono scagliati contro la Lega per il tentativo di ostacolare l’approvazione del Ddl, anche se non sono mancati rimproveri al Pd per non aver cercato una mediazione che avrebbe potuto evitare questo stallo.

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