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Quirinale, Letta boccia la Casellati e minaccia: “Salta tutto”

Acque agitate nella corsa al Quirinale. La terza votazione, l’ultima che richiede la maggioranza assoluta dei grandi elettori, si è conclusa con il nome di Sergio Mattarella quale più votato, seguito da Guido Crosetto. Ma la maggioranza delle schede sono state ovviamente nulle. Proseguono dunque le trattative tra le varie forze politiche. Il centrodestra, che per il momento sembra avere il boccino in mano, dopo aver proposto la terna Pera-Moratti-Nordio, ha virato decisamente verso l’attuale presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Questa opzione non piace al pentastellato Luigi Di Maio. Ma soprattutto scatena la reazione del segretario Pd Enrico Letta che minaccia di far saltare il governo.

Letta minaccia di far saltare il governo

Nella terza votazione di mercoledì 27 gennaio, il presidente uscente Mattarella ha dunque ottenuto 126 voti, risultando il primo dei votati davanti a Guido Crosetto con 115 preferenze. Il nome del cofondatore di Fratelli d’Italia è stato fatto saltare fuori proprio dalla sua leader, Giorgia Meloni, “per smuovere le acque” a scrutinio già iniziato. Sembra dunque che anche la Meloni possa sfilarsi dall’appoggio a Casellati, fortemente sponsorizzata invece da Lega e Forza Italia.

A far saltare il banco delle trattative arriva però un tweet pubblicato da Enrico Letta nel primo pomeriggio. “Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale. – cinguetta infuriato il segretario Dem – Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto”.

Con quel “far saltare tutto”, Letta intende ovviamente il governo al momento in carica. Con il rischio di andare poi ad elezioni anticipate. Minaccia che in realtà il segretario Dem aveva già caldeggiato nelle ore precedenti, durante gli intensi colloqui che sta svolgendo con gli altri leader, tra cui anche Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Anche quest’ultimo si sarebbe detto contrario a votare la Casellati o un altro nome divisivo.

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