Esteri

La promessa di Trump: “L’Iran non avrà mai la bomba atomica”

Secco e deciso, Donald Trump ha pronunciato il suo discorso mettendo al centro innanzitutto un punto: “Chiederò alla Nato di diventare molto più coinvolta nel processo mediorientale”. Questo il passaggio centrale nelle parole del presidente degli Stati Uniti, che è tornato a parlare in pubblico dopo gli attacchi missilistici dell’Iran contro basi irachene che ospitano forze Usa, la risposta iraniana al raid del 3 gennaio in cui è stato ucciso il generale Qasem Soleimani.

Trump ha parlato subito alla nazione, chiarendo: “L’Iran sembra allentare le tensioni e in questo momento è una cosa positiva per noi e per tutto il mondo”. Mentre l’inquilino della Casa Bianca parlava, alle sue spalle c’era tutto lo stato maggiore della sua amministrazione, dal vicepresidente Mike Pence, al segretario di stato Mike Pompeo al capo del Pentagono Mark Esper: “Tutte le opzioni restano sul tavolo per contrastare la minaccia dell’Iran”.
Il presidente nel complesso ha utilizzato toni più morbidi rispetto al recente passato, ma ha chiarito: “L’Iran non avrà mai la bomba atomica”, promettendo poi di aver messo in conto la possibilità di colpire Teheran con nuove sanzioni”. Trump ha poi ribadito l’importanza degli attacchi che hanno portato alla morte di Soleimani, per nulla pentito della scelta fatta: “Era l’uomo chiave dietro gli attacchi terroristici provenienti dalla regione”.

Secondo quanto riporta la Cnn, gli iraniani, prima di colpire le basi, hanno informato gli iracheni, i quali avrebbero allertato in anticipo gli americani. Baghdad avrebbe comunicato a Washington “quali basi sarebbero state colpite” dopo averne ricevuto comunicazione dagli iraniani. Non solo: sempre secondo Cnn, si sta facendo strada tra alcuni membri dell’amministrazione Trump la convinzione che Teheran possa aver intenzionalmente mancato le aree delle basi popolate dagli americani, evitando così di proposito di fare vittime tra gli statunitensi.

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