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Ucraina, Michele Santoro: “Bombardiamo l’informazione della Rai”

Michele Santoro scatenato contro i suoi ex colleghi della Rai. È noto che il giornalista campano abbia assunto una posizione pacifista rispetto alla guerra in Ucraina. Ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira su La7, Santoro non si contiene e punta il dito contro il servizio pubblico che, a suo giudizio, non sta facendo un buon lavoro sulla guerra in Ucraina. “Bombardiamo un attimo l’informazione che fa la Rai”, questa la sua provocazione.

Michele Santoro

Myrta Merlino chiede al suo ospite un un parere sul movimento pacifista che si è formato in Italia, e di cui anche lui fa parte, che va dalla destra agli intellettuali di sinistra, passando per i no vax. “Noi siamo un Paese storicamente sospeso tra gli Usa e la Russia. Siamo una specie di Paese intermedio, il punto di congiunzione tra Occidente e Oriente. – premette Michele Santoro – La mia domanda è: in Rai ci sono 1700 giornalisti. Quanti hanno preso posizione critica nei confronti di quello che sta succedendo? Te lo dico io, quasi nessuno”, si risponde da solo l’ex conduttore.

ROMA, 13/12/2000 NELLA FOTO Il Cavallo Rai appena restaurato Foto- RAVAGLI/INFOPHOTO

“Siamo più americani, o siamo più russi nella Rai? Poniamoci questa piccola domanda – provoca ancora Michele Santoro – Se il servizio pubblico è così omogeneo, così militarizzato, che cosa resta per contrapporsi a questo? La Rete. Su internet i pareri sono molto divergenti. Ognuno crea una sua piccola community e si riconosce in quella comunità. Adesso io che dovrei fare? Bombardare le community che non sono d’accordo con il pensiero dominante”, insiste il giornalista.

“Ma secondo me siete caduti dal letto se mi fate una domanda di questo tipo. Ma bombardiamo un attimo l’informazione che fa la Rai. – ecco la frase chiave del suo sfogo – Questa metafora vale per tutti, cerchiamo di aprire un dialogo. E quando tu ti rivolgi con fiducia al Pd e al M5S, che la gestiscono la Rai, e gli dici di dialogare, di cercare di aprire un ponte di discussione, nemmeno ti rispondono, che cosa dobbiamo fare noi? Le nostre posizioni andranno all’assalto del pensiero unico per imporre il tema della pace. E io non farò discriminazioni. Non mi metterò a discutere di Orsini sì o Orsini no”, conclude.

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