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Orsini replica alla Rai: “Rescinde il mio contratto? Vengo gratis”

Il caso Alessandro Orsini rischia di trasformarsi in una telenovela. Prima la notizia, data dal quotidiano Il Foglio, che il docente di Sociologia generale e Sociology of Terrorism della Luiss di Roma, aveva chiuso un accordo con la trasmissione Cartabianca. Duemila euro a puntata per sei appuntamenti: totale 12mila euro di soldi pubblici per il prof accusato di essere filo putiniano. Erano seguite le veementi proteste di buona parte del Pd e dei renziani. Con tanto di interrogazione parlamentare. Poi, la decisione della Rai di cancellare il suo contratto. Seguita dalle proteste della conduttrice Bianca Berlinguer. Ora lo stesso Orsini annuncia su Facebook di essere disposto a partecipare gratuitamente alla trasmissione.

Alessandro Orsini

“Apprendo che la Rai ha deciso di rescindere il mio contratto stipulato per sei puntate con Cartabianca. – scrive Orsini su Facebook – Molte altre trasmissioni di informazione mi avevano offerto compensi ben superiori a quello della Rai. Ho scelto Bianca Berlinguer perché penso che sia una garanzia di libertà. Questa libertà va difesa. Per questo motivo, annuncio che sono pronto a partecipare alla sua trasmissione gratuitamente”, questa la sua proposta.

ROMA, 13/12/2000 NELLA FOTO Il Cavallo Rai appena restaurato Foto- RAVAGLI/INFOPHOTO

Insomma, con la modestia che lo contraddistingue, Orsini fa sapere che ci sarebbe la fila per lui. Possibilità tra l’altro non del tutto da scartare, visto il successo di audience che stanno ottenendo le sue ultime uscite televisive sulla guerra in Ucraina. Il professore, solo pochi giorni fa, aveva interrotto la collaborazione con il quotidiano Il Messaggero, scusandosi con quei lettori che avevano sottoscritto un abbonamento solo per leggere le sue analisi geopolitiche. Una altissima considerazione delle sue capacità che gli era subito valsa la chiamata di Marco Travaglio. Ora Orsini scrive per il Fatto Quotidiano.

“Non condivido la decisione di escludere una voce certamente rappresentativa di un’opinione presente nella società italiana e tra gli studiosi, in quanto ciò porterebbe a una mortificazione del dibattito che per essere tale deve esprimere la più ampia pluralità di idee”, si sfoga intanto Bianca Berlinguer.

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