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Aboubakar Soumahoro si sfoga: “Non sono indagato, denuncio chi infanga il mio nome”

Aboubakar Soumahoro non si contiene più e alla fine sbotta. Il deputato da poco eletto con l’Alleanza Verdi e Sinistra minaccia azioni legali contro tutti coloro i quali si permetteranno ancora di infangare il suo nome o di diffamarlo in qualsiasi modo. Ma cosa ha fatto scattare la rabbia incontenibile di Soumahoro? Si tratta di un’indagine aperta dalla Procura di Latina per il presunto sfruttamento di migranti minorenni nelle coop gestite dalla moglie e dalla suocera del parlamentare.

Aboubakar Soumahoro

L’inchiesta della Procura pontina è scattata dopo che il sindacato Uiltucs ha raccolto le testimonianze di una trentina di lavoratori delle cooperative Karibu e Consorzio Aid, quelle gestite appunto dalla moglie e dalla suocera di Aboubakar Soumahoro. Cooperative a cui sono stati affidati progetti finanziati dalla Prefettura di Latina e da altri enti. I migranti hanno denunciato di aver subito maltrattamenti e di essere stati privati anche di servizi come luce e acqua.

Molti sostengono di non ricevere lo stipendio da quasi due anni, oltre ad essere costretti a lavorare in nero. “L’elettricità e l’acqua sono state tagliate per molto tempo. Non c’è cibo né ci sono vestiti. Stavamo lavorando e poi ci hanno spostato in un posto a Napoli peggiore del primo e tutti quelli che lavorano qui sono razzisti”, rivela ad esempio Nader. Accuse tutte ancora da provare ovviamente.

“Non c’entro niente con tutto questo e non sono né indagato né coinvolto in nessuna indagine dell’arma dei carabinieri, di cui ho sempre avuto e avrò fiducia. – questa la difesa di Aboubakar Soumahoro su Facebook – Non consentirò a nessuno di infangare la mia integrità morale. Per questo, dico a chi pensa di fermarmi, attraverso l’arma della diffamazione e del fango mediatico, di mettersi l’anima in pace. A chi ha deciso, per interessi a me ignoti, di attaccarmi, dico: ci vediamo in tribunale! Ho dato mandato ai miei legali di perseguire penalmente chiunque infanga il mio nome o la mia immagine, mi diffama o getta ombra sulla mia reputazione”, conclude.

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