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La Russa, il figlio rapper canta: “Sono tutto fatto”. E lui: “Se si droga lo ammazzo”

Essere Ignazio La Russa e avere un figlio che fa rap e scrive canzoni sulla droga. Un incubo praticamente. Per la prima volta il noto politico siciliano racconta questo aspetto della sua vita di genitore. Il vicepresidente del Senato di Fratelli d’Italia ha un figlio rapper, il terzogenito, Leonardo Apache, nome d’arte Larus. “Fa il rapper per hobby, non ho voluto che si chiamasse La Russa, e lui ha accorciato il nome”.

“Nella canzone dice ‘sono tutto fatto?’, tranquilli, non è fatto, il concetto di fatto ha un significato diverso. Comunque, i padri sono sempre gli ultimi a saperlo, se lo acchiappo con la droga lo ammazzo”. E ancora: “Lui mi ha detto che se in queste canzoni non ci si mette le parolacce non hanno senso”.

“Allora io gli ho chiesto il perché. Lui mi ha risposto: ‘Papà, non sai un cazzo dei rapper'”. E ancora: “Io sono un liberale. Ho le mie idee e non voglio imporle a nessuno, neanche a mio figlio”. Sull’attuale situazione politica italiana, invece, La Russa ha come sempre le idee molto chiare. Non c’è solo la “sindrome del contagio”, ossia il timore che l’impopolarità dei grillini possa finire per intaccare anche i loro consensi, ad agitare le notti e le giornate dei leghisti, Matteo Salvini in primis.

Secondo Ignazio La Russa, storico leader della destra prima con An e ora con Fratelli d’Italia, starebbe venendo meno un altro caposaldo della strategia salviniana del “tenere duro almeno fino alle europee”. Ripreso da Augusto Minzolini su Il Giornale, l’ex ministro della Difesa spiega che “Salvini era convinto di poter arrivare alle Europee con Forza Italia sotto l’8 per cento e noi (FdI, ndr) sotto il 4 per cento, ovvero con una egemonia indiscussa nel centrodestra…”. E poi?

“Ma ora, questo sogno sta svanendo”, spiega La Russa, facendo riferimento alle elezioni regionali sarde in cui, per esempio, Forza Italia con le altre tre liste centriste presenti nella coalizione è arrivata al 21% e la stessa fratelli d’Italia è arrivata al 5,5%. Il ministro dell’Interno governa col M5s ma non chiude con FdI e Silvio Berlusconi. Proprio come ai tempi del Psi di Bettino Craxi che governava con la Dc a Roma ma, a livello regionale, non disdegnava il partito comunista.

Imbeccato sull’argomento, La Russa ci va giù durissimo: “Salvini sta facendo lo stesso gioco (di Craxi, ndr) – conferma -. Ma Craxi lo faceva con sale in zucca, mentre lui gioca tutto sull’emozione. Per cui fino alla Europee si andrà avanti così, dopo però può succedere di tutto”. Resta quella frase, quel “sale in zucca” che La Russa attribuisce a Craxi ma non, con discreta evidenza, a Salvini.

 

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