Esteri

La Russia alla conquista del mondo: il piano (energetico) per avanzare nello scacchiere globale

Si è aperto a Milano l’8 ottobre il World Energy Week, la settimana dedicata al settore energetico. Per la delegazione russa è stato presente il Ministro dell’Energia russo Alexander Novak, il quale ha ricordato l’importanza della Russia nello scacchiere energetico mondiale. L’evento che terminerà nella giornata odierna, ha riunito numerose personalità istituzionali, del mondo del Business e della scienza provenienti dai circa 100 Paesi appartenenti al network del WEC per dialogare e confrontarsi sulle tematiche di maggiore attualità in materia di energia. L’obiettivo dell’incontro è stato promuovere un confronto per rendere l’industria energetica più sostenibile e inclusiva. Al World Energy Week hanno preso parte oltre 100 Paesi che rientrano nel network del World Energy Council (WEC), dove ha visto anche i vertici di Snam e Edison. La Russia è già la potenza globale dell’energia, la prima esportatrice di petrolio e gas, che contribuisce il 20% nel mercato internazionale, e secondo Novak, oltre all’intenzione di mantenere il primato c’è anche la volontà arrivare al 25% del mercato globale. In un intervista esclusiva per il giornale La Stampa, il ministro russo Novak ha toccato numerosi argomenti e fatto il punto su diversi progetti: dal Turkish Stream al Nord Stream, da Tap al petrolio. 

“Il progetto Nord Stream, che attraversa il Mar Baltico, sarà certamente completato entro il 2019 e per la stessa data dovrebbe essere attivo il Turk Stream, tra Russia e Turchia – ha affermato il Novak durante l’intervista – Due infrastrutture che permetteranno l’arrivo di sufficiente gas in Europa come garantito negli ultimo 50 anni”. Quindi è previsto a fine 2019 il completamento del Nord Stream 2, che a fine lavori, dovrebbe vantare una capacità totale di 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il percorso dovrebbe affiancare quello dell’attuale Nord Stream, attraversando la Federazione russa, la Finlandia, la Svezia, la Danimarca e la Germania. 
Il percorso bypassa l’Ucraina e tutti i problemi che Mosca ha con Kiev: ed è proprio questo che non convince. Il taglio dell’Ucraina ha lasciato perplessi diversi paesi europei e gli Usa. Ma la nuova tratta energetico e le minacce di sanzioni a stelle e strisce per il progetto, non sembrano spaventare la Russia. “Le sanzioni addizionali non ci sono ancora. E in ogni caso il progetto lo realizzeremo comunque. Faremo tutto nei tempi giusti, entro la fine del prossimo anno”. Sul fronte gas, il ministro russo non ha manifestato preoccupazione in merito al Tap, il gasdotto transadriatico che permetterebbe l’Europa di rifornirsi dall’Azerbaigian fino alle coste salentine, in quanto secondo Novak, il gas russo resta più competitivo per qualità e prezzo, più capace di rispondere al crescente bisogno europeo e più veloce da ottenere in caso di emergenza invernale.

Il ministro Novak ha concluso la sua intervista sciogliendo i dubbi su un eventuale intenzione della Russia di dividere l’Unione Europea, affermando: “Non ho mai sentito a Mosca parlare di questo. Il nostro principale interesse strategico è la stabilità. Sono le sanzioni contro la Russia, decise senza l’Onu e quindi illegittime, e creare incertezza”.

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