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Salvini a Non è l’Arena: “Se servisse alla pace partirei domani per Mosca”

Matteo Salvini pacifista ad oltranza. Ormai sembra essere questa la posizione politica del leader della Lega sulla guerra in Ucraina. Salvini è ospite nello studio di Non è l’Arena durante l’ultima puntata del talk show condotto su La7 da Massimo Giletti. Il conduttore lo incalza con una serie di domande. E il suo ospite si dice persino disposto a partire subito per Mosca.

Matteo Salvini a Non è l’Arena

Giletti gli domanda se sia deluso dal comportamento del presidente russo. “Con Putin tutti giustamente hanno avuto rapporti politici, altri addirittura economici. – spiega Salvini – È chiaro che in questo momento la Russia ha scelto di attaccare e di aggredire, quindi è passata dalla parte del torto. Si può rispondere a questa aggressione in due modi. O aumentando la potenza di fuoco, scherzando con la guerra nucleare, visto che in Russia ci sono più di 5mila testate nucleari. O costringendo Zelensky e Putin a sedersi ad un tavolo”.

“Ogni tanto ho l’impressione che Russia e Ucraina si siederebbero al tavolo per ragionare perché sono stufi di pagare in vite e distruzione. – Salvini punta il dito contro gli Usa – Ma qualcuno dall’altra parte del mondo alza i toni parlando di missili e stragi. Non è così che si fa. Io penso che tutti quelli che hanno una responsabilità politica dovrebbero vivere e lavorare giorno e notte per la pace. Poi faremo eventuali processi se ci sono state delle stragi. Il problema in Donbass c’è da otto anni ma non mi sarei aspettato un attacco della Russia”.

“L’Europa sta reagendo in maniera non compatta come dovrebbe. La priorità è salvare vite e arrivare il prima possibile alla pace”, prosegue nel suo sfogo il leader leghista. Giletti allora lo provoca domandandogli se “lei andrebbe a Mosca a tentare di vedere se con lei Putin può dialogare”. “Se servisse ad avvicinare la pace sì. Partirei anche domani mattina – risponde deciso Salvini – Io penso che la stragrande maggioranza degli europei vorrebbe la pace. Il mio obiettivo è fermare la guerra il prima possibile. Ma se domani andassi a Mosca scommettiamo che il 99% della stampa libera italiana e dei miei colleghi parlamentari comincerebbero ad accusarmi di essere amico di Putin”, conclude.

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