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La strategia di Salvini: post soltanto se a commettere reati sono “gli stranieri”

C’è un Matteo Salvini attivissimo sui social, pronto a intervenire con post al veleno ogni volta che alle sue orecchie arriva la notizia di un immigrato coinvolto in qualsivoglia fatto di cronaca. E ce n’è un altro, in teoria ministro dell’Interno esattamente come il primo, che di contro ignora costantemente tutti gli episodi che coinvolgono cittadini italiani, quasi non gli interessassero. E chi se ne frega se la sicurezza, sulla carta, non ha colore né provenienza geografica.

In ordine cronologico: negli ultimi 5 giorni un italiano ha accoltellato, uccidendolo, un 25 enne al culmine di una lite nata da un gavettone d’acqua. Un altro, 83 anni, ha sparato a un 67 enne perché il suo chiosco faceva troppo baccano, ferendo due persone. Un terzo, 34 anni, ha investito e ucciso un carabiniere a un posto di blocco per poi darsi alla fuga. A Palermo, un 42 enne è stato arrestato con l’accusa di aver sgozzato la moglie sotto gli occhi del figlio.
E ancora: a Cagliari un uomo di 60 anni è accusato di aver ucciso a colpi di fucile un 35 enne. A Roma, dei ragazzi sono stati presi a pugni perché rei di indossare una maglietta del Cinema Atlantico. Dopo loro è toccato anche a una ragazza. In tutto questo, però, Salvini tace. Ha dedicato, invece, un post a una rom arrestata per furto e rilasciata perché incinta: “Maledetta ladra. In carcere per trent’anni, messa in condizione di non avere più figli, e i suoi poveri bimbi dati in adozione a famiglie perbene”.Normale, viene da chiedersi, che un ministro dell’Interno abbia una precisa strategia comunicativa volta a far  credere ai suoi follower che siano sempre “gli altri”, gli stranieri, a sporcarsi le mani? Normale che arrivi a omettere qualsiasi caso di cronaca, anche il più grave, che coinvolge di contro cittadini italiani? Sì, a quanto pare nell’Italia gialloverde anche questo rientra sotto la categoria “normale”.

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