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L’accordo all’Eurogruppo spacca il governo: e spunta il documento anti-Mes dei grillini

Un accordo che non può far stappare bottiglie di spumante agli italiani, in attesa del Consiglio Europeo dove toccherà al premier Conte difendere di persona le posizioni dello Stivale nel confronto con gli altri leader. Al momento, quello raggiunto dai ministri delle Finanze durante l’Eurogruppo è un compromesso che vede l’ago della bilancia pendere più dal lato dei Paesi del Nord che da quello del blocco Mediterraneo, dove si colloca l’Italia, con questi ultimi costretti ad accettare la richiesta olandese di stabilire una condizionalità all’uso dei fondi del Meccanismo europeo di stabilità a emergenza finita. Il piano di ripresa voluto da Roma e Parigi al momento non ha invece ancora una forma definita, senza riferimenti nelle conclusi finali ai tanto auspicati bond comuni.

Il ministro dell’Economia Gualtieri ha rivendicato con forza il risultato ottenuto. Ma le polemiche sono subito fioccate, ferocissime. Con l’opposizione a scagliarsi contro il titolare dell’Economia e Salvini ad annunciare addirittura una mozione di sfiducia nei suoi confronti, mentre Giorgia Meloni parlava di “tradimento”, promettendo barricate in Parlamento, e Alberto Bagnai, esponente dell’ala meno europeista della Lega, paragonava Gualtieri a Giuda. Meno netta, invece, la posizione di Forza Italia, con Tajani che commentav l’accordo definendolo un “passo avanti”.
Le tensioni si sono però registrate anche nella maggioranza. Mentre l’Italia era infatti ancora impegnata nel braccio di ferro con l’Olanda, 21 deputati, 1 senatore e 1 europarlamentare grillino iniziavano a far circolare un documento che di fatto rappresenta un programma alternativo di governo, soprattutto sul fronte europeo. Un testo che preoccupa non poco gli esponenti dell’esecutivo, tanto da richiedere un rapido intervento del capo politico reggente del Movimento, Vito Crimi, che ha tentato di gettare acqua sul fuoco, promettendo che il nostro Paese non chiederà comunque l’attivazione del Mes. Il testo diffuso dalla fronda antieuropeista grillina è duro. “In una simile crisi non c’è fondo Salva-Stati che possa reggere”. Si chiede una “revisione totale dei vincoli di bilancio Ue, a partire dal Patto di Stabilità”. Si chiede una revisione dei contributi all’Europa, troppi da parte dell’Italia a fronte di quanto ricevuto in cambio. Si propone un piano comune per i Paesi del Mediterraneo, con l’emissione di garanzie per la Banca Europea degli investimenti. La conferma di una tensione altissima anche all’interno del Movimento Cinque Stelle, che d’altronde della contrarietà al Mes aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. E che ora guarda con apprensione al prossimo Consiglio Europeo, quando toccherà a Conte tentare di strappare una posizione migliore.

Salvini all’attacco del ministero dell’Economia: “Chiederemo la sfiducia per Gualtieri”