Esteri

Ucraina, allarme Nato: “La guerra proseguirà anche nel 2023”

Previsioni fosche sulla guerra in Ucraina. Sono quelle elaborate dalla Nato. Durante la due giorni di incontri e riunioni avvenuta a Bruxelles sul tema della Difesa dell’Alleanza atlantica, sui tavoli dei delegati ha cominciato a girare un documento definito ‘non classificato’, ovvero non top secret. Un documento che però preoccupa e non poco, visto che la Nato prevede che la guerra in Ucraina non terminerà in tempi brevi, ma potrebbe proseguire anche nel 2023.

Allarme Nato sulla guerra in Ucraina

Il documento in questione indica due possibili scenari per il futuro del conflitto ucraino. Il primo, considerato troppo ottimistico, prospetta un cessate il fuoco ad agosto tra le due parti in lotta. Il secondo invece, come appena anticipato, prevede che la guerra possa continuare anche nel 2023. Tutto però dipenderà, scrivono i tecnici della Nato, dall’esito dell’offensiva dell’esercito di Vladimir Putin nel Donbass.

“A Madrid ci attende un summit che trasformerà la Nato. – dichiara intanto il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg – Prenderemo importanti decisioni sulle questioni di difesa e deterrenza, modernizzeremo l’Alleanza, approveremo lo Strategic Compass e avremo contatti con i nostri partner asiatici oltre che con Svezia e Finlandia. E affronteremo la questione dell’aumento delle spese per la difesa. Gli alleati sono pronti a continuare a fornire all’Ucraina aiuti sostanziali e senza precedenti”, conclude il numero uno della Nato.

“Questa ministeriale metterà le basi per un summit di successo a Madrid. – afferma invece il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin III aprendo la seconda giornata della riunione ministeriale sulla Difesa a Bruxelles – La nostra alleanza si basa su dei valori di base, si vede in ogni cosa che facciamo. E quando vediamo Paesi come Svezia e Finlandia chiedere di entrare è davvero incoraggiante. Diamo loro il benvenuto, sono democrazie forti, con valori, con grandi capacità militari e speriamo che il processo per il loro ingresso continui”.

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