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Lamorgese replica a Salvini: “I tuoi Decreti Sicurezza hanno creato insicurezza”

Salvini – tra le tante cose che sta facendo e dicendo in questi giorni – ha chiesto anche le dimissioni della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Il motivo? Secondo lui è sua la responsabilità morale del Viminale e di Palazzo Chigi sui fatti di Nizza. “Questo è un attacco all’Europa, non c’è nessuna responsabilità da parte nostra”, dice la ministra rispondendo ai giornalisti. “Ho sentito parlare dei decreti sicurezza, che noi avremmo modificato. Ma voglio anche dire che i decreti sicurezza hanno creato insicurezza perché 20mila persone sono dovute uscire da un giorno all’altro dall’accoglienza”, è la stoccata di risposta.

Continua Lamorgese, rispondendo indirettamente a Salvini: “Noi abbiamo cercato di tenere presente l’esigenza di sicurezza del Paese, non disperdendo tutti nel territorio nazionale. È il momento di fermare le polemiche. Il tunisino che ha assassinato tre persone a Nizza non era stato segnalato né dalle autorità tunisine né risultava segnalato dall’intelligence”, ha concluso la ministra.

A far partire la polemica è stato un tweet di Salvini: “Chiedo scusa al popolo francese, ai figli dei morti e dei decapitati, a nome di Conte e Lamorgese. Il premier e il ministro dell’Interno italiani hanno la responsabilità morale di quanto successo a #Nizza. #Lamorgesedimettiti”. Chi è stato con lui a bordo della nave Rhapsody, durante i giorni della quarantena sanitaria, racconta che Brahim Aoussaoui – l’attentatore di Nizza – trascorreva gran parte del tempo al telefonino, e diceva di voler andare in Francia dove aveva dei parenti.

Ma è ciò che intendevano fare — e probabilmente hanno fatto — la maggior parte delle centinaia di tunisini che il 9 ottobre scorso sono scesi dall’imbarcazione della flotta Gnv affittata dal governo italiano per raccogliere i migranti dagli hotspot di Agrigento e Lampedusa e portarli sul continente. 800 persone, approdate a Bari il giorno prima, giovedì 8 ottobre, raccolte in mare o arrivate in Sicilia con piccoli natanti che sfuggono ai controlli.

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