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L’annuncio di Conte: “Sull’accesso al Mes sarà il Parlamento a decidere”

Sarà il Parlamento italiano, alla fine, a dire la proverbiale ultima parola sulla possibilità di accedere o meno ai soldi del Mes, il fondo Salva-Stati di cui si discute ormai da mesi e che rientra nel pacchetto di aiuti varato dall’Europa insieme ai fondi della Bei e al piano Sure per la cassa integrazione. Uno strumento che al premier Conte non piace, convinto piuttosto della necessità di un’accelerata sul fronte Recovery Fund. Ma che sarebbe disponibile fin da subito, al contrario di altri. E che è stato asciugato ulteriormente delle tanto temute condizionalità.

Su un eventuale utilizzo per far fronte alle spese sanitarie saranno allora le Camere a doversi pronunciare. A spiegarlo è stato lo stesso Conte in un’intervista a Euractiv, alla vigilia del Consiglio dei ministri chiamato ad approvare il nuovo decreto con le misure economiche, ora ribattezzato “Dl Rilancio”. “Il pacchetto comprensivo di Bei, Sure e Mes è un passo importante verso una condivisione dei costi della pandemia tra Paesi UE e per una strategia di rilancio comune. Tuttavia, è ancora insufficiente”.
Sul MES, invece, Conte ribadisce di voler mantenere un “atteggiamento molto prudente”, malgrado l’esposizione del ministro dell’Economia Gualtieri e l’accordo raggiunto in Eurogruppo: “Lo strumento è stato pensato per shock asimmetrici ed è inserito in un quadro di regole che riflette questa sua origine. L’Eurogruppo ha chiarito che il regime di sorveglianza normalmente associato alle linee di credito del Mes non dovrà essere applicato nel caso della pandemic support line. Resta il fatto che in ogni caso a decidere se all’Italia convenga attivare o meno tale linea sarà il Parlamento italiano”. E c’è da scommettere che saranno scintille, considerando le posizioni contrastanti tanto nella maggioranza quanto nell’opposizione: Pd, Forza Italia e Italia Viva sono orientati per l’accesso ai fondi del Mes, Lega, Fratelli d’Italia e Cinque Stelle sono invece contrari, anche se tra i pentastellati non mancano posizioni di apertura da parte di singoli parlamentari. Un caos che rischia di mettere a rischio parecchi equilibri.

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