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Piazzapulita, Formigli avverte la Meloni: “Devi avere rispetto”

Nuova puntata di Piazzapulita. Solito editoriale di apertura di Corrado Formigli. E solito attacco durissimo del conduttore contro Giorgia Meloni. Stavolta il conduttore di La7 lancia un avvertimento alla premier in pectore. La Meloni, nonostante la vittoria schiacciante alle ultime elezioni, non ha il favore della maggioranza degli italiani e dovrà quindi portare rispetto per tutti i suoi oppositori. Giornalisti compresi.

Corrado Formigli avverte Giorgia Meloni

“Naturalmente seguiremo i passi di questo governo, come abbiamo fatto con tutti i governi. Con il nostro occhio critico come dobbiamo fare. – premette Corrado Formigli – Però una cosa è importante e va detta. Quando Giorgia Meloni dice che l’Italia ha scelto noi, si ricordi sempre che sono stati 7,3 milioni gli italiani che hanno votato per lei. Questo le dà una piena legittimità a governare, a provare ad applicare il suo programma. Ma deve ricordare che sono 7,3 milioni su 46 milioni di italiani aventi diritto”, attacca rivolto alla leader di Fratelli d’Italia.

“Siamo a circa poco meno di uno su sette. – prosegue Formigli nel suo editoriale anti meloniano – Che cosa significa questo? Che non deve applicare il suo programma? No, deve fare tutto quello che ha promesso, o cercare di farlo con la sua coalizione. Ma deve avere rispetto non solo per chi ha perso, ma per gli italiani che non rispettano le sue idee e, perché no, anche per l’informazione che l’ha criticata”. Poi mostra un tweet pubblicato da un big di FdI come Giovambattista Fazzolari che ringrazia ironicamente una serie di giornalisti e politici di sinistra che, con le loro parole, avrebbero contribuito alla vittoria del suo partito nelle ultime elezioni.

“Mettere insieme giornalisti e politici in un’unica lista mostra un disprezzo dell’autonomia dell’informazione e una mancanza di cultura sulla separazione dei poteri. – punta il dito Corrado Formigli – Ma credo che stilare delle liste di nemici, avversari, ridendo in modo sguaiato o facendo liste di proscrizione, non è degno né di un leader, né di chi pretende di guidare poi un ministero”, conclude polemico.

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