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“Quelle ore prima dell’arresto…”. La confessione di Battisti, in volo verso l’Italia. Il terrorista si è sfogato così

Ha chiacchierato con gli investigatori presenti a bordo dell’aereo, compresi quelli dei servizi segreti. Chiedendo, più che altro, per sapere com’è andata davvero la sua cattura, cosa lo aspetta ora in Italia. Quindici ore di volo con scalo a Capo Verde, con le frasi pronunciate da Cesare Battisti coperte, in alcuni casi, dal massimo riserbo richiesto dalle indagini. Alcune frasi, però, sono state rese note, pubblicate dal Corriere della Sera che ha svelato i retroscena del volo.

Battisti ha trascorso i primi giorni, o forse settimane, della sua latitanza in un alberghetto di Santa Cruz de La Sierra, città della Bolivia dove è stato catturato. Un hotel da pochi soldi, usato per lo più dai clienti per appartarsi qualche ora con delle prostitute. Lo avevano nascosto lì, mentre lui protestava. Secondo la squadra italiana dell’Interpol (un finanziere e due poliziotti), affiancata da quattro agenti boliviani, il terrorista si è mosso da lì soltanto per una breve parentesi a La Paz, la capitale. In cerca probabilmente di appoggi da parte del potere. 
Mentre per gli investigatori la caccia è stata ad altissima tensioni, vista l’estesa rete di fiancheggiatori di Battisti e la paura costante di una nuova fuga o peggio ancora di un attacco, Battisti parla di “una vera liberazione”: “Non ce la facevo più, a scappare, io lo sapevo che era iniziato il conto alla rovescia, e mi chiedevo quando sarebbe terminato. Ero stanco”. Forse Battisti era davvero rassegnato all’epilogo. O forse bluffa, deluso dopo aver sperato fino all’ultimo, anche quando si è ritrovato a bordo di un blindato protetto da un giubbetto anti-proiettile, che la sua meta finale non fosse l’Italia. Sull’aereo, il terrorista non s’è professato innocente: “Sono colpevole, e su questo non si discute. Ma non sono colpevole di tutto quello che mi è stato addebitato. No, non lo sono”.

Cesare Battisti: le strane tesi di chi ancora lo difende. E ce ne sono…