Esteri

Ucraina, Lavrov: “Terza guerra mondiale pericolo reale”

Il rischio di una terza guerra mondiale si avvicina sempre di più. Purtroppo a sentire le parole pronunciate in una recente intervista da Sergei Lavrov non c’è proprio da stare tranquilli. Il ministro degli Esteri russo avverte infatti sulla reale possibilità che possa scoppiare un conflitto su scala globale per quanto sta accadendo in Ucraina. Secondo Lavrov, la colpa di una eventuale escalation militare ricadrebbe naturalmente tutta sulle spalle dell’Occidente e della Nato che, di fatto, è già in guerra per procura contro la Russia.

Sergei Lavrov

Nonostante le difficoltà nelle trattative, Mosca proseguirà i colloqui di pace con l’Ucraina, rassicura Sergei Lavrov. Anche se Kiev viene accusata di “fingere” di voler negoziare. “È un buon attore, se guardate e leggete attentamente quello che dice, lì troverete mille contraddizioni”, questo il giudizio impietoso del ministro degli Esteri russo sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“La buona volontà ha i suoi limiti. E se non è ricambiata, non contribuisce al processo di negoziazione. – precisa ancora Lavrov – Ma continuiamo a condurre negoziati con il team delegato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky”. Il capo della diplomazia di Mosca rivela che l’Ucraina aveva accettato alcune proposte avanzate dai russi durante i colloqui di Istanbul. Ma poi avrebbe fatto marcia indietro “su consiglio di Usa e Gran Bretagna”.

“Penso che questo passo indietro sia stato fatto su consiglio dei nostri colleghi americani e britannici, prima di tutto. E forse anche i polacchi hanno giocato un ruolo”, accusa Lavrov. Secondo lui dunque i rischi di una terza guerra mondiale sarebbero reali. Il ministro degli Esteri russo ricorda che nel gennaio scorso “le cinque potenze nucleari” hanno confermato l’inammissibilità di una guerra nucleare. “Questa è la nostra posizione di principio, non ci muoviamo da essa. – conclude Lavrov – E non mi piacerebbe molto ora che questi rischi fossero artificialmente gonfiati, e sono in tanti a volerlo. Il pericolo è grave, è reale, non può essere sottovalutato”.

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