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Le elezioni in Sardegna sono termometro per la destra: è il momento del giudizio per Giorgia Meloni

C’è una famosa birra sarda, il cui logo sono le 4 teste nere bendate. Sembra il clima ed il presagio delle elezioni in Sardegna. Le scorse regionali furono un tracollo per il centrosinistra che perse ovunque, ed un segnale di vittoria per il centrodestra che vinse le nazionali. Domenica si vota in Sardegna, regione da un milione e poco più abitanti, ma è un test di valenza nazionale. Non tanto per la tenuta delle coalizioni, gli spostamenti non saranno eclatanti, ma per il clima all’interno delle stesse. Se il centrodestra perde, dopo aver cambiato cavallo abbandonando l’autonomista-leghista Solinas, si aprirà un processo alle scelte di Giorgia Nazionale, che fin qua ha vinto sempre. Tutto questo dopo che FdI ha bocciato la proposta leghista per mantenere in sella alle regionali i vecchi purosangue vincenti. Per il Cavaliere il motto era “cavallo vincente non si cambia”, ma la Meloni non ha cavalli in campo: il suo successo è troppo fresco, ed ha bisogno di piazzare velocemente classe dirigente. Perché in Italia il vento a favore cambia alla velocità della luce, ricordatevi di Renzi, Conte, Salvini, tutto si brucia in un fiat come i boschi in Sicilia quando arriva lo scirocco. Che vento spira nell’isola della birra?
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Se dall’altra parte invece vince la strana coppia, Schlein-Conte, questa vittoria gli metterà birra in corpo per tentare una risalita dal buco politico in cui erano sprofondati? Riusciranno ad avere la saggezza di allargare la coalizione? Oppure si radicalizzeranno ancora di più e regaleranno spazi ad un centro di gravità non permanente, per parodiare Battiato? 

Che cosa succede se il centro destra perde: l’incognita di Giorgia

Se il centrodestra perde si aprirà un processo interno, che verrà acuito dalle europee. Ci sarà crisi di governo? Questo lo si vedrà dopo giugno, a seconda dei risultati dei partecipanti alla gara Europea. Terrà Salvini, terrà Tajani, si candiderà Giorgia trainando, a discapito dei suoi alleati, FdI? 

La Sardegna è solo l’inizio di un percorso di instabilità politica per l’Italia, cosa non nuova, che culminerà a novembre con il fondamentale risultato delle elezioni americane. Alle provinciali fibrillazioni italiane si aggiungeranno quelle internazionali, ed il banco rischia di saltare. Elezioni nazionali nel 2025 non saranno più un tabù, ma forse la necessità per alcuni di consolidare i rapporti di forza raggiunti, o tentare il tutto per tutto. Perché il mondo cambia, velocemente, ad iniziare dalla Birra Sarda. Dicendolo in siciliano che chi si berrà la birra, e chi si leccherà la sarda.