Lavoro

Imprese donna: convegno sulle imprese a Montecitorio nella Sala della Lupa

Imprese donna ecco su cosa puntare nel futuro

Si è tenuto a Roma lo scorso 16 novembre, nella prestigiosa location della “Sala della Lupa” a Montecitorio, l’incontro “La Ripresa è donna”, giunto alla terza edizione ed organizzato da Laura Boldrini, presidente della Camera. Nel corso del convegno sono state presentate le proposte delle organizzazioni femminili legate al mondo del lavoro.
Patrizia Di Dio, nella sua veste di rappresentante di “R.ETE. Imprese Italia Imprenditoria Femminile“, nonché presidente di Terziario Donna Confcommercio, ha espresso il suo plauso per l’organizzatrice dell’incontro e per il titolo, sottolineando come anche lo slogan della sua organizzazione sia molto simile, “Donne motore della ripresa”.
Patrizia Di Dio ha poi continuato affermando che per l’economia dell’Italia è conveniente puntare sulle donne, tenendo presente che una impresa su tre è femminile, in quei settori rappresentati dalla sua organizzazione, che sostiene le imprese donne sia come promozione che come sostegno sindacale.
L’attualità dice che le donne stanno assumendo un posto di sempre maggiore rilievo nell’economia Italiana e l’organizzazione rappresentata da Patrizia Di Dio punta a consolidare questa presenza anche in altri settori come quello della politica, così che le donne possano raggiungere delle posizioni sempre più decisionali.
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Le proposte concrete per Imprese Donna

Lo slogan “La ripresa è donna” non si può catalogare solo come una rivendicazione di “genere”; si tratta invece di una strategia specifica nell’ambito della politica economica che deve essere portata avanti tutti insieme per poter ottenere successo. Per superare la fragilità ancora esistente da parte delle donne è necessario un salto in avanti “culturale”, in modo il potenziale enorme rappresentato dalle donne abbia una autentica valorizzazione.
In questo senso “il lavoro aiuta le donne”, perché fornisce a loro una maggiore autostima e le rende libere tramite l’indipendenza economica. Resta comunque necessario incidere positivamente a livello culturale per arrivare a creare una società dove la democrazia paritaria sia una cosa reale e non finta.
Il nostro Paese, secondo Patrizia Di Dio, di fatto non rispetta le donne, anche se si afferma a parole una democrazia paritaria; tutto questo è dimostrato dal fatto che non esistono politiche familiari adeguate e lo stesso vale per i servizi del welfare e della conciliazione “famiglia – lavoro”.
Ecco che le azioni concrete proposte dalle associazioni che costituiscono “R.ETE. Imprese Italia Imprenditoria Femminile”. Si tratta di strumenti di sostegno a favore delle madri lavoratrici, sia che si tratti di lavoro autonomo che dipendente come servizi di assistenza e di cura, che vadano ad aggiungersi alle misure che sono già in atto come la possibilità di richiedere contributi economici sostitutivi del congedo parentale, anche in modo parziale, che vadano a coprire spese di baby-sitting o di asili nido.
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Come sviluppare le proposte per Imprese Donna

Secondo Patrizia Di Dio ci sono innanzi tutto da rifinanziare alcune misure che al momento della loro prima messa in atto hanno avuto un positivo impatto per quanto riguarda il lavoro femminile. Si tratta di progetti che consentono a lavoratrici autonome, libere professioniste e titolari di imprese di avvalersi di sostituzioni sia per i periodi di maternità che per assistenza a figli disabili.
Queste sostituzioni, eseguite con soggetti che abbiano i giusti requisiti professionali, consentirebbero infatti di liberare del tempo per poter dedicare le proprie attenzioni alla sfera familiare. L’ultima volta questa misura è stata messa in atto nel 2011 concludendosi positivamente. I nuovi strumenti dovrebbero essere dei “voucher” destinati proprio alle imprenditrici che consentano di acquistare dei servizi di assistenza e di cura.
Una buona notizia è quella che queste proposte potrebbero trovare posto all’interno della Legge di Bilancio per il 2018 che nell’articolo 30 prevede una copertura pari a 100 milioni di euro per le politiche destinate alla famiglia. Le cifre potranno essere assegnate a partire proprio del 2018 ma ancora non ne è stato specificato l’utilizzo in dettaglio.
Secondo Patrizia Di Dio questa cifra, correttamente utilizzata, potrebbe rappresentare il primo passo per finanziare la copertura delle misure di conciliazione che sono state richieste. Naturalmente per far questo occorre una regia che coordini il lavoro di tutte le parti, siano esse politiche, sociali o istituzionali.
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