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La Lega adesso condanna Putin per il caso Navalny e prepara la svolta in Europa

La Lega, come si dice già da tempo, in sordina sta provando a cambiare il suo assetto, passando dallo sfrenato sovranismo e antieuropeismo a una linea più moderata e europeista. L’operazione, guidata da Giorgetti, serve al partito a guadagnare credito per un futuro governo. Giorgetti sa che per vincere le elezioni è utile coltivare un buon rapporto con l’Europa. Prima ha consigliato Salvini di iniziare a instaurare un dialogo con Biden, riaffermando quindi anche la linea atlantista del Carroccio, e di smarcarsi dalla Russia. Poi, ieri, è arrivata un’altra mossa che ha stupito tutti, anche gli osservatori del Parlamento europeo. Nel suo intervento, l’eurodeputato leghista e capogruppo di Identity and Democracy (ID), Marco Zanni, ha criticato in maniera netta e inequivocabile le azioni del governo russo nei confronti dell’oppositore Alexei Navalny.

“Quanto vissuto negli ultimi mesi sulla vicenda Navalny è inaccettabile, la democrazia deve seguire certi principi e certe regole”, ha dichiarato Zanni, che ha applaudito la condanna di Mosca da parte della comunità internazionale e in nome della difesa dei diritti civili e umani. Zanni ha proseguito in chiave atlantista, sottolineando che l’Ue deve avere “un approccio comune con tutti gli Stati terzi con cui si trova a collaborare e dialogare, condannando in maniera uniforme e unanime i comportamenti sbagliati, allineandosi con gli alleati occidentali e con gli Stati Uniti, guardando verso l’Atlantico come punto di riferimento”.

L’intervento si poi è concluso con una critica ai vertici dell’Unione europea per l’accordo “di principio” sugli investimenti con la Cina, mettendo in evidenza “il mancato rispetto dei diritti umani, civili e politici” da parte di Pechino, facendo l’esempio di Hong Kong. La posizione filo-atlantista e la posizione così esplicitamente critica nei confronti della Russia di Vladimir Putin, da sempre un punto di riferimento della Lega di Salvini e in particolare di Zanni, esponente dell’ala più euroscettica del partito, è una notizia vera e propria.

Come sottolinea anche Open, con questa dichiarazione Zanni sembra allinearsi al responsabile esteri, e vicesegretario federale, Giancarlo Giorgetti, che da tempo chiede a Salvini di mettere fine all’euroscetticismo sterile e di dare un taglio a certi totem del sovranismo come la simpatia per la Russia di Putin. Giorgetti non ha fatto mistero di desiderare che la Lega a Bruxelles costruisca un dialogo con il gruppo del Partito popolare europeo (PPE). Stiamo dunque assistendo a quel “cambio di strategia” che potrebbe giovare alla Lega in vista delle prossime elezioni.

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