Giustizia

Lega, anche la nuova inchiesta sui soldi sospetti porta in Russia: cosa è emerso

Le strade di Salvini e della Russia tornano ad incrociarsi. E di nuovo per un’inchiesta legata a soldi e fondi al partito. La nuova pista dei soldi della Lega che gli inquirenti stanno seguendo porta – di nuovo – nel Paese di Putin, passando attraverso la Barachetti Service, la srl dell’elettricista indagato che in una relazione della Guardia di Finanza, sintetizzata oggi dal Corriere della Sera, è al centro dell’esame di quattro segnalazioni sospette effettuate dall’Uif, ovvero l’Unità antiriciclaggio della Banca d’Italia. La moglie di Barachetti, Tatiana Andreeva, è titolare della società OOO Sozidaner Oblast di San Pietroburgo e avrebbe utilizzato una parte dei soldi provenienti dal Carroccio per l’acquisto di un appartamento. Secondo la relazione la donna era intercettata quando un funzionario di banca le ha ricordato di “evitare di far transitare sul conto movimentazioni provenienti dalla Lega”.

Scrive il Corriere: “Nella relazione trasmessa ai magistrati la Finanza sottolinea che ‘le segnalazioni di operazioni sospette afferiscono sia alla movimentazione finanziaria che agli atti societari di imprese e soggetti emersi in precedenti approfondimenti quali beneficiari di fondi provenienti dalla Lega, tra cui Radio Padania Piccola Società Cooperativa, a titolo di pagamento fatture per servizi e prestazioni professionali e dalla Fondazione Lombardia Film Commission’, al centro dell’inchiesta che ha portato agli arresti i commercialisti Alberto Di Rubba, Michele Scillieri e Andrea Manzoni”.

“Tra loro – si legge ancora – c’è appunto la Barachetti Service che sarebbe stata utilizzata per schermare il passaggio di denaro. Ufficialmente i soldi vengono versati per prestazioni professionali. Secondo l’antiriclaggio una parte di quei fondi fa però il percorso inverso e torna nelle casse della Lega. E proprio questo ha generato il sospetto. La Finanza scrive che la Barachetti e un’altra società hanno ricevuto dalla Lega fondi per circa 350mila euro in un anno e l’azienda ‘risulta beneficiaria di fondi trasferiti da una fondazione partecipata da enti locali la cui provvista è riconducibile alla ricezione di fondi pubblici'”.

Ed ecco il meccanismo sospetto: “Si rileva il reiterarsi di una operatività caratterizzata dal trasferimento di fondi per ordine della Lega e di entità correlate a titolo di pagamento fatture emesse da una società terza che a propria volta con tali fondi regola fatture emesse da società collegate all’entità politica ovvero li gira su con tinte stati ad altre società del gruppo Barachetti”. La Andreeva avrebbe quindi acquistato immobili a San Pietroburgo e risulta aver avuto rapporti economici con il Carroccio. Tra il 2016 e il 2018 la Barachetti ha ristrutturato l’abitazione di Di Rubba a Casnigo fatturando per quasi 70mila euro, altri 82mila per la stessa ragione a Giulio Centemero. Ai pm dovrà spiegare però perché abbia restituito parte dei soldi.

 

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