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Legge elettorale, Salvini ora ha paura: “Non voglio fare la fine di Le Pen”

Matteo Salvini ha lanciato segnali chiari, per certi versi sorprendenti per uno che solitamente si pone come totem dell’opposizione dura e pura al governo giallorosso, quello dei “poltronisti”, degli “amici dell’Europa” e via dicendo. Annunciando la propria disponibilità a sedersi al tavolo e trattare su alcuni punti di interesse comune. Il riferimento principale, ovviamente, è a quella legge elettorale che anche il leghista ha particolarmente a cuore, tanto da dirsi pronto a dialogare persino con il Pd.

La posizione di Salvini è chiara: vuole un ritorno al maggioritario, posizione condivisa anche da una parte dei dem. “Il punto chiave deve essere la governabilità” ha ribadito l’ex ministro, convinto che al momento del voto la Lega confermerà le ottime aspettative, sulla scia di quanto già accaduto alle recenti Regionali in Umbria. A tessere la tela è il fedelissimo Giorgetti, l’uomo incaricato di tentare la mission impossibile di una tela tesa da forze diametralmente opposte, quelle rosse e quelle verdi.
L’obiettivo dei leghisti, anche se non dichiarato, è il Mattarellum, magari parzialmente rivisto. Ma Salvini non dorme sonni troppo tranquilli, convinto che i rivali, che ora si mostrano inclini a trattare, stiano in realtà preparando una trappola mortale: maggioritario sì, ma con sistema a doppio turno. Per una forza sovranista come la Lega, un ostacolo impossibile da superare.Salvini lo ha ripetuto più volte ai suoi: “Non voglio fare la fine di Le Pen”. Citando il leader dell’estrema destra francese come modello da non imitare: oltre le Alpi, Le Pen pagò infatti caro un sistema a doppio turno che vide, al momento della seconda votazione, tutte le forze più moderate coalizzarsi insieme, decretando la sconfitta degli estremisti dopo un primo esito invece molto favorevole. La Lega potrebbe fare la stessa fine fra qualche mese. Il Capitano ha fiutato il pericolo e farà di tutto per non bruciarsi.

Grillo commissaria Di Maio. Ma un leader alternativo, al momento, non c’è