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L’ex dipendente di Cambridge Analytica: “Così abbiamo manipolato le elezioni americane”

Un mondo occulto, l’altra faccia della medaglia della politica. Un business che fattura miliardi e che è stato raccontato da Brittany Kaiser, 33enne, texana, che ha lavorato per tre anni e mezzo con Cambridge Analytica, società finita nell’occhio del ciclone dopo le denunce di un dipendente, Christopher Wylie, uscito allo scoperto per raccontare i misfatti dei suoi superiori. In un’intervista al Corriere della Sera, la donna ha raccontato: “Esiste ormai un’industria della persuasione politica che fattura miliardi di dollari: usa potentissimi strumenti informatici e anche psicologici per alterare le scelte dei cittadini. Quando votano, ma non solo”.

“Sono aziende costruite per produrre servizi di propaganda e disinformazione: prendono di mira i singoli individui, ne ricostruiscono idee, abitudini e vulnerabilità attraverso i loro dati personali e li spingono a cambiare comportamento. Facendo, a volte, perfino scelte contrarie ai loro interessi. Cambridge Analytica era all’avanguardia in queste tecniche di manipolazione delle coscienze. Oggi non c’è più, ma esistono altre imprese simili” ha spiegato Brittany, che ha avuto un ruolo fondamentale nel rivelare al mondo come queste società siano intervenute nella Brexit o nelle elezioni presidenziali americane del 2016.
“Ho iniziato la mia carriera lavorando per la campagna di Obama nel 2008, dopo averlo incontrato quattro anni prima, alla convention democratica di Boston, ed essermi entusiasmata per il suo impegno ambientalista. Poi, dopo la rielezione del 2012, i suoi strateghi, David Axelrod e Jim Messina, sono diventati consulenti privati, anche per partiti politici stranieri. A me è capitata l’occasione di Cambridge Analytica. Avevo bisogno di soldi per aiutare i miei genitori in difficoltà. Avrei preferito lavorare per i progressisti, ma il partito democratico era già pieno di consulenti. È così, ma, alla fine, la verità è che in un certo periodo della mia vita mi sono persa, ho smarrito la mia bussola etica”.“Il caso che è esploso è quello delle presidenziali 2016, ma la società era grande, lavoravamo su molte elezioni in giro per il mondo. Sviluppavamo anche progetti commerciali, non solo politici. Trump era uno dei tanti clienti. Importante, ma uno dei tanti. Gli strumenti sono tanti: le psy-ops, operazioni psicologiche, il confronto dei dati individuali, la costruzione di modelli che aiutano a completare i profili carenti. Ad esempio sappiamo che gli oppositori di Trump tendono ad avere automobili straniere, a fare vacanze in Florida e a mandare i figli in certe università. Questi sistemi di microtargeting consentono di individuare, tra le persone avverse al tuo candidato, quelle meno impegnate, le più disilluse. In politica sono i swing voters . Nel marketing commerciale sono chiamati brand switchers. Sono i persuadables: ti concentri su di loro, inutile perdere tempo con chi già ha convinzioni forti”.

“Capisci quali sono gli elettori potenziali del tuo avversario e li allontani dalle urne con pressioni psicologiche di vario tipo. Questa è l’arma più potente, la più pericolosa per la democrazia: inviare loro, al momento giusto, messaggi fuorvianti, costruiti per istillare paura e insicurezza”.

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