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Saluto romano al funerale, bufera sul fratello di La Russa: “Era un gesto militare”

Sta scatenando una bufera politica il gesto compiuto da Romano La Russa, fratello del più noto Ignazio. Romano è assessore regionale alla Sicurezza in Lombardia, nella Giunta guidata dal presidente leghista Attilio Fontana. L’altro giorno, insieme ad altri ‘camerati’, ha partecipato al funerale dell’amico e militante Alberto Stabilini. Ma alcune immagini hanno immortalato il gruppo intento a compiere quello che sembra a tutti gli effetti un saluto romano. Ma lui si giustifica negando.

Romano La Russa

“Sono atteggiamenti che non mi appartengono. Di solito quando vado a un funerale cerco di pregare ed esprimere la mia vicinanza a chi ha perso un caro”, scrive il presidente Fontana in una nota, spiegando però di non aver preso alcun provvedimento contro il suo assessore. Reazione che costringe Romano La Russa a scrivere una lettera ai colleghi di Giunta e ai consiglieri regionali di maggioranza. “Non è stato commesso alcun atto illecito, come fior di sentenze di numerosi tribunali confermano. – si giustifica il fratello di Ignazio – I fatti oggetto dell’odierna polemica sono lontani anni luce da tutto ciò che può essere accostato al fascismo”.

“Si è trattato dell’ultimo saluto destinato a una vita che è volata in cielo, nel cordoglio dei cari e degli amici fraterni e nel rispetto delle sue ultime volontà. – prosegue La Russa – Ha chiesto prima di morire di passare davanti alla sua vecchia sede e di fare ‘presente’. Chi vuol confondere il rito del presente con il saluto fascista è ignorante, nel senso che ignora una tradizione militare che vige da secoli”. Poi, in una successiva intervista a La Stampa, il politico fa una mezza ammissione: “Mi rendo conto che sia inopportuno, ma non credevo che il saluto di 15 70enni rincoglioniti a un amico avrebbe scatenato questo putiferio”.

“Persone come La Russa ai vertici di istituzioni come Regione Lombardia sono totalmente inadeguate. Per rispetto della storia, dei cittadini e della nostra democrazia dovrebbe dimettersi”, lo attacca intanto Vinicio Peluffo, segretario regionale del Pd. “Il braccio teso alzato, con la goffaggine di chi sa che non potrebbe ma non resiste al richiamo del ‘camerata’, dall’assessore La Russa durante le esequie di un militante di destra è l’ennesima conferma di quel che il neo assessore ha sempre sostenuto e rivendicato, ovvero le proprie nostalgiche simpatie verso il ventennio”, affonda il colpo Nicola Di Marco, capogruppo lombardo del M5S.

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