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L’Italia gialloverde balla da sola: in Europa siamo sempre più isolati

Matteo Salvini è rimasto a bocca asciutta, costretto a incassare il no di quell’Orban che considerava un amico. Il premier ungherese ha fatto sapere che non entrerà nell’alleanza dei sovranisti con il suo partito Fidesz. “Non vedo molte possibilità di cooperazione tra i nostri partiti, o in un gruppo unico” ha dichiarato Gergely Gulyas, il capo dello staff del leader magiaro, in una conferenza stampa. Se davvero ci sarà un supergruppo di nazionalisti, guidato da Salvini e sostenuto da Marine Le Pen, dunque, Orban non ne farà parte. Almeno per ora.

Orban ragiona in termini di convenienza: meglio portare i propri 13 deputati nel Partito popolare, che alle europee ha ottenuto 179 seggi a Bruxelles, e contare qualcosa piuttosto che tuffarsi nel mare populista ed euroscettico con Salvini e Le Pen, che saranno all’opposizione e con l’Europa delle Nazioni e delle Libertà (Enl) ne hanno ottenuti 58. Come rivela La Stampa, il nostro vicepremier confidava, nei giorni scorsi, di allargare la maggioranza delle destre sovraniste a “100-150 europarlamentari”.
Due “no” di peso gli hanno cambiato i programmi. Insieme all’indisponibilità di Orban, infatti, anche il leader del Brexit Party, il britannico Nigel Farage, ha chiuso le porte a Lega e Rassemblement National. “Sono un ‘leaver’, ma in questo caso sono per restare” ha spiegato Farage, che appartiene al gruppo Efdd con i Cinque Stelle. Ad accettare il patto sovranista potrebbero restare solo gli austriaci dell’Fpö, i tedeschi dell’AfD, i Veri finlandesi e i deputati del Vlaams Belang fiammingo e del partito del popolo danese.L’Italia, dunque, potrebbe uscire indebolita da questa tornata, con Salvini a lanciarsi in un’avventura che in pochi vogliono condividere. Anche i grillini, d’altronde, hanno dovuto incassare un “no”: quello dei Verdi, usciti trionfanti dalle urne e papabili per un ingresso nell’euro-maggioranza.

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