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L’Italia schiera il meglio della sua eccellenza medica per combattere il coronavirus

Nel rassicurare gli italiani, terrorizzati alla notizia del primo caso di persone infette da coronavirus in Italia, il premier Giuseppe Conte ha usato parole precise. Parlando dello Spallanzani di Roma, la struttura all’interno della quale sono ricoverati i due cinesi colpiti dal virus, come di una “Bibbia” in casi del genere. Parole che secondo molti cittadini, in preda alla paura per il possibile contagio, sarebbero esagerate. E che però sintetizzano appieno le capacità di un’eccellenza assoluta del nostro Paese.

Proprio lo Spallanzani di Roma era stato, infatti, un punto chiave nella lotta all’Ebola nel 2015, in un periodo per certi versi analogo in cui la psicosi per la possibile diffusione della malattia in Italia aveva iniziato a diffondersi. Il primo paziente italiano affetto dal virus, un medico italiano di Emergency, era stato ricoverato proprio nella struttura, dove era rimasto per 39 giorni: la procedura seguita dal team dell’ospedale era stata addirittura pubblicata sulla rivista ‘BMC Infectious Diseases’ come esempio da seguire per i medici di tutto il mondo in situazioni analoghe.
Dall’impegno per la gestione della polmonite interstiziale fino all’analisi critica delle situazioni, in quell’occasione la comunità scientifica aveva lodato ùtutte le persone e le istituzioni coinvolte “in una grandissima catena di collaborazione scientifica e solidarietà umana”, sottolineando il ruolo “determinante per l’evoluzione positiva del caso che ha avuto la ventilazione meccanica, che ha permesso le ripresa delle funzioni respiratorie, e la terapia antimalarica somministrata anche se non c’era rilevanza della presenza”.La notizia di un caso di Ebola in Italia si era diffusa alla fine del 2014, quando la stessa Emergency aveva parlato di un suo operatore che aveva mostrato i sintomi della malattia. Anche di fronte al coronavirus, quindi, l’Italia si prepara ora a mettere in campo il meglio della sua eccellenza in campo medico. Al momento i casi accertati sono soltanto due, una coppia di turisti cinesi in visita in Italia di 67 e 66 anni, ma sono sotto controllo anche le persone che viaggiavano e che hanno interagito con loro in questi giorni.

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