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Russia, Glukhovsky contro Putin: “La nostra vita nelle mani di un pazzo”

Il protagonista di questa vicenda si chiama Dmitry Glukhovsky ed è lo scrittore più venduto in Russia negli ultimi 10 anni. Glukhovsky è considerato un autore molto popolare tra gli adolescenti per aver scritto una saga post apocalittica, dalla quale è stato poi tratto un videogioco molto famoso. Ora l’uomo, che fortunatamente si trova fuori dalla Russia, è divenuto destinatario di un mandato di cattura da parte delle autorità russe, perché accusato di aver gettato discredito sull’esercito di Mosca impegnato in Ucraina. Un reato punibile con una pena che può variare dai 10 ai 15 anni di carcere. Il Corriere della Sera pubblica il testo del suo ultimo articolo.

Glukhovsky contro Putin

“La mia generazione non ha conosciuto le repressioni e le purghe di massa. – scrive Glukhovsky – Non ha assistito ai processi farsa in cui la folla rabbiosa pretendeva la fucilazione dei traditori della patria, non ha respirato l’atmosfera di orrore universale. Non ha imparato a cambiare, dalla sera alla mattina, le sue convinzioni, a credere a comando tanto alla perfidia degli alleati di ieri come alle buone intenzioni dei nemici storici, al solo scopo di giustificare una guerra fratricida. La mia generazione non era presente durante i prodromi morali e militari dei due conflitti mondiali”.

“L’Unione sovietica che abbiamo conosciuto noi si era già trasformata in un pachiderma tranquillo – prosegue lo scrittore – Ormai non condannava più a morte chi si rifiutava di credere alle sue menzogne di fondo. Anzi, consentiva ai cittadini di aprire dibattiti privati, tra di loro, seduti tranquilli in cucina. Né esigeva più acclamazioni quando rotolavano le teste di coloro che erano stati tacciati come nemici del popolo”.

“Oggi vediamo con i nostri occhi come si fa a disumanizzare altri esseri umani prima di annientarli: attraverso lo scherno, la diffamazione, la storpiatura delle loro parole e motivazioni, negando loro la dignità di sentire e agire come persone. – punta ancora il dito Dmitry Glukhovsky – Stiamo imparando a coltivare nel nostro animo l’indifferenza verso l’ingiustizia di quando sta accadendo palesemente sotto i nostri stessi occhi. Stiamo imparando a non simpatizzare con la vittima, ma con l’aggressore. Se ti schieri a fianco del predatore, allora ti sembrerà di essere dalla sua parte. La nostra vita nelle mani di un pazzo. E noi che fingiamo di non vedere”, conclude.

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