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Ucraina, Crosetto contro i professori ‘pacifisti’ a Piazzapulita: “Ma come ragionate?”

Guido Crosetto protagonista di un altro scontro feroce, prima in tv a Piazzapulita e poi sui social. Durante l’ultima puntata del programma condotto da Corrado Formigli, l’ex parlamentare di Fratelli d’Italia si confronta con la professoressa Donatella Di Cesare e con il professore della Luiss Alessandro Orsini. Ma le loro teorie su come raggiungere la pace in Ucraina, considerate troppo morbide, gli fanno perdere la pazienza. La polemica di Crosetto prosegue poi sui social.

Guido Crosetto a Piazzapulita

“Non si conquista la libertà attraverso la guerra, la pace è più importante della libertà. Pace significa anche interrogarsi sulle ragioni dell’altro e pensare di poter avere torto. Questo è il punto. E la demonizzare Putin non serve a nessuno”, dichiara la professoressa Di Cesare scatenando la reazione veemente di Crosetto. “Io sono senza parole, sono il primo che dice da giorni che l’unica cosa che deve fare Occidente è mantenere canali di dialogo e cercare in tutti i modi di far finire questa guerra che può solo peggiorare”, afferma l’ex parlamentare di Fdi.

“Ciò detto – si sfoga Crosetto – i ragionamenti sono caduti con le ragioni nel momento in cui il primo soldato ha superato un confine”, accusa. “Assolutamente no, restano le ragioni della diplomazia”, ribatte però la professoressa. “Ma cosa faccio, ci ragiono? Ma come fa a ragionare così? Lei pretende che gli ucraini stiano zitti mentre i carri armati gli sparano addosso?”, si infuria definitivamente il suo interlocutore.

GUIDO CROSETTO

La polemica di Crosetto contro i professori ‘pacifisti’ prosegue poi su Twitter. “Ieri a Piazzapulita c’erano due professori. – twitta l’imprenditore – Il primo, Orsini, sociologo (Direttore dell’osservatorio sulla sicurezza internazionale della Luiss) sosteneva che l’Ucraina va data a Putin. La seconda, Di Cesare, filosofa, diceva che gli Ucraini non dovevano reagire combattendo. Essere pacifisti significa seguire ogni via possibile per la arrivare alla pace, cercare il dialogo ad ogni costo e sempre. Non significa sacrificare l’aggredito perché tanto ha perso e perché tanto non siamo noi”.

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