People

E se i 5 Stelle non fossero morti? Perché è sbagliato dire che il M5S è finito dopo le regionali

I numeri sono numeri. Ma vanno anche saputi leggere. Alle elezioni politiche del 2018 il M5S aveva preso il 27,5% dei voti in Emilia-Romagna e il 43,4% in Calabria. Due risultati incredibili. La prima volta in cui i grillini avevano concorso alle elezioni nel 2013, avevano portato a casa rispettivamente il 24,6 e il 24,9%. Una crescita netta, dunque. Alle elezioni regionali, anche in quella circostanza, però non era andata tanto bene: 13,3% in Emilia-Romagna, 4,9% in Calabria. Il dato politico di ieri – si sono affrettati a sostenere in molti – è che il Movimento 5 Stelle sia finito. Scomparso sotto l’onda divoratrice dei risultati delle ultimissime elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria. Ma non è proprio così.

E attenti a darli per morti. Perché le regionali sono una cosa, le politiche un’altra. È vero che hanno preso il 4,7% in Emilia-Romagna, dove il loro candidato Simone Benini ha preso meno voti della sua lista (il disgiunto a favore di Bonaccini ha quindi funzionato) e non entra nemmeno in Consiglio Regionale perché non ha preso abbastanza voti nella sua circoscrizione, ma il dato nazionale non seguirà questo trend. Nel marzo 2018, meno di due anni fa, il M5S e la Lega uscivano vincitori dal voto alle elezioni politiche avviandosi a formare quel governo con Conte premier, Salvini ministro dell’Interno e Di Maio bisministro. Diciotto mesi dopo cosa succede?

La Lega è all’opposizione e perde in Emilia Romagna, con una sonora sconfitta. Il M5S straperde in Emilia Romagna ma è al governo. Ridotto ai minimi termini, certo. Ma questa nuova fase lanciata dalle dimissioni di Di Maio porterà certamente i suoi frutti. E tutte le forza politiche farebbero bene a non sottovalutare il Movimento 5 Stelle a livello nazionale, perché confondere i dati delle regionali con quelli delle politiche sarebbe un errore assai grossolano.

Quel 4 e spicci per cento che hanno preso ora, varrà certamente un buon 15% alle prossime elezioni politiche. Come è sempre stato finora. Anche quando il M5S stravinceva le nazionali, a livello locale è sempre andato male, malissimo. La storia insegna.

 

Ti potrebbe interessare anche: Patuanelli sfida Di Maio: l’ex ministro pronto a succedere al leader 5S