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Patuanelli sfida Di Maio: l’ex ministro pronto a succedere al leader 5S

Chi prenderà il posto di Luigi Di Maio? La domanda agita non pochi i vertici del Movimento Cinque Stelle, alle prese con mille difficoltà e costretti ad affrontare una tornata elettorale, quella delle Regionali in Emilia Romagna e Calabria, che non promette niente di buono. Il futuro del partito sarà deciso ai prossimi stati generali in programma dal 13 al 15 marzo 2020, ma le ipotesi sono già sul tavolo. Al momento, il ruolo di reggente è andato a Vito Crimi, il senatore più anziano in carica, come da statuto. All’orizzonte, però, sembra defilarsi già un duello.

Stando alle voci che arrivano dalla galassia pentastellata, infatti, la partita si giocherebbe soprattutto tra Luigi Di Maio, deciso a tornare in sella dopo il passo indietro, e il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, da molti indicato come il successore più naturale al leader dimissionario. Sarebbe lui, ormai, il punto di riferimento dei sostenitori dell’accordo con il Pd, il cosiddetto “fronte progressista” di cui aveva parlato anche Nicola Zingaretti.
L’assetto futuro dipenderà comunque dal voto della piattaforma Rousseau, che arriverà dopo l’assise di marzo: lo statuto prevede che entro trenta giorni dall’incarico al reggente, dunque entro il 23 febbraio, vada indetta la votazione online su Rousseau per il nuovo capo politico. Che sarà fissata dopo, tra fine marzo e aprile, per consentire la discussione delle proposte. Tante le spaccature interne al Movimento, ormai fiaccato da tensioni continue e l’addio di diversi parlamentari che negli ultimi mesi hanno voltato le spalle ai Cinque Stelle.I big restano comunque tutti in gioco, alla finestra in attesa. Non è da escludere, infatti, l’ingresso in scena di qualche nome di peso pronto a rivendicare la leadership, come quell’Alessandro Di Battista ormai lontanissimo dai riflettori e che però continua da sempre a esercitare il suo fascino sull’ala più intransigente del partito, quella che continua a vedere sotto una cattiva luce l’intesa coi dem. Tra le donne, i nomi ricorrenti sono invece quelli di Paola Taverna e Chiara Appendino.

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