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Macron-Merkel contro tutti. Ecco il “patto comune”, pronta la sfida all’Europa

Macron vola dalla Merkel. Cosa succede? L’Europa è a “una svolta”. In fuga dalla sua Francia che è in rivolta contro l’aumento del carburante, il capo dell’Eliseo va a Berlino e rivolge intanto un ringraziamento nel centenario del Primo conflitto mondiale: “Nulla vi avrebbe obbligati a invitare il presidente francese”, scandisce, ben consapevole che il trauma più grande della guerra che lasciò sul campo due milioni di tedeschi fu proprio il micidiale fronte occidentale. Macron ricorda che servì un altro crudele conflitto globale prima che la Francia e la Germania ricucissero la ferita secolare lungo il Reno e si impegnassero in una rappacificazione la cui “espressione più importante fu l’Europa”.

Ma l’Unione degli inizi “non è fatta per le sfide odierne”; ora si tratta “di aprire un nuovo capitolo”. Vanno affrontare le sfide della digitalizzazione, delle migrazioni, della difesa, del commercio, della moneta comune “dotata di un suo budget” e della difesa, ha sottolineato Macron. E l’alleanza franco-tedesca ha anche “la responsabilità di impedire che il mondo scivoli nel caos”.

Macron e la Merkel convergono sul futuro esercito europeo e sul fondo per l’eurozona elaborato dai ministri delle Finanze dei due Paesi, Olaf Scholz e Bruno Le Maire. L’occasione di ieri si è trasformata così in un pungolo, da parte di Macron, per accelerare su una strada riaperta nei giorni scorsi. L’Europa non può giocare il suo ruolo nel mondo appieno se “non si prende maggiori responsabilità per la sua difesa e sicurezza e si accontenta di avere un ruolo secondario sulla scena internazionale”, ha precisato il capo dell’Eliseo.

Macron non ha avuto remore a riassumere le paure più diffuse, sulle due sponde del Reno “quella di cedere sovranità dei francesi, quella di sobbarcarsi maggiori oneri finanziaria dei tedeschi” ma ha ricordato che i cancellieri e i presidenti del passato hanno avuto “ben altre resistenze” da superare. Un riferimento, anche, alla proverbiale timidezza di Merkel nell’abbracciare progetti ambiziosi. “Bisogna costruire una moderna, democratica ed efficiente sovranità” in Europa.

Merkel ha ammesso che “è vero, siamo dinanzi a una svolta” e che si tratta “di andare avanti sul lavoro di Meseberg e passare alla consegna dei risultati”. Si comincia oggi con il primo test nell’eurozona della proposta franco-tedesca sul bilancio comune: verrà discussa all’Eurogruppo e, come sempre, la Germania si è premurata di incassare un via libera preventivo da Paesi riluttanti come l’Olanda e i ‘falchi’ della Lega Anseatica.

Convinti soprattutto da un dettaglio che ha invece fatto arricciare il naso a Roma: esclusi dal fondo sarebbero i Paesi con i conti pubblici in disordine, cioè noi. L’asse Parigi-Berlino, quindi si fonda su conti e sicurezza.

 

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