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Malta dice no alla Alan Kurdi: ancora un caso migranti nel Mediterraneo

La barca a vela Alex della ong Mediterranea Saving Humans ha forzato il blocco delle autorità italiane, attraccando al molo Favaloro del porto di Lampedusa. I 38 migranti ancora a bordo sono stati fatti sbarcare a terra nella notte per effetto del sequestro penale dell’imbarcazione disposto dalla Guardia di Finanza. Altri 16 erano già stati portati sull’isola tra venerdì e sabato, per ragioni sanitarie. Lo skipper comandante è ora indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Una vicenda che ha provocato nuovi scontri nel Governo, col Viminale che avrebbe rifiutato l’intervento della Difesa. La portavoce e il capo missione Alessandra Sciurba ed Erasmo Palazzotto hanno difeso le scelte di Mediterranea: “Non abbiamo mai rifiutato l’aiuto di nessuno, siamo sempre stati disponibili a trasbordare i naufraghi su assetti navali italiani o maltesi per il trasporto a Malta. Ma c’è stata una volontà politica di non darci nessuna possibilità”.
Ha cambiato invece rotta dirigendosi verso Malta la nave “Alan Kurdi’”, con altri 65 migranti a bordo,ma La Valletta ha deciso di negare l’accesso alle proprie acque territoriali. Il governo ha incaricato le forze armate di “intraprendere le azioni appropriate se la nave dovesse entrare” entro le 12 miglia dall’isola. “Pur di evitare la sofferenza spettacolarizzata, lasciando le persone a largo, avevamo detto sì a Malta man poi non abbiamo abbiamo potuto considerare La Valletta un posto sicuro, era a rischio la sicurezza di tutti, eravamo nelle condizioni di dire solo no. Salvini voleva solo il nostro scalpo”.

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