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Marco Antonio Attisani: Watly e l’impegno per risolvere il problema idrico nel mondo

Come spesso affermato, non può esistere progresso senza sostenibilità. Lo sa bene Marco Antonio Attisani, imprenditore visionario che ha fondato Watly ovvero una startup impegnata nella realizzazione di un sistema che permette di purificare l’acqua e, nel contempo, generare energia. Quello di Watly è un progetto molto ambizioso che, però, dalla sua fondazione sino ad oggi ha ottenuto numerosi riconoscimenti.

Marco Antonio Attisani: chi c’è alla base di Watly

Marco Antonio Attisani è l’imprenditore seriale che c’è dietro l’idea di Watly. Attisani incarna perfettamente l’idea di innovatore, un uomo capace di sfruttare al meglio la tecnologia al fine di rendere molto più semplice la vita quotidiana, soprattutto dei meno abbienti. In una chiacchierata telefonica avuta con lui nel 2016, tra le tante cose, Marco Antonio Attisani mi raccontò la sua idea di progresso riassumendola in questa frase: “Solo quando viene utilizzato per migliorare le sorti mondo, internet raggiunge il massimo del potenziale”.

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Marco Antonio Attisani e il team di Watly

Marco Antonio Attisani si descrive come un uomo la cui missione, nonché il suo sogno, è quello di salvare potenzialmente milioni di persone dalla povertà, dalla sofferenza e dalla mancanza di speranza futura per loro e per i loro figli. La soluzione, per Attisani, è Watly ovvero la startup da lui fondata che propone una macchina capace di purificare l’acqua e, nello stesso tempo, produrre energia e connettività.

Watly: dall’idea al primo prototipo

“L’idea è nata tre anni fa, in questo periodo circa, quando vivevo a Barcellona e alle spalle avevo già diversi anni di esperienza nel campo delle energie rinnovabili: nel 2013, sebbene c’era già qualche segnale di decadenza, Italia e Spagna erano pionieri in questo settore. Un giorno, guardando il mare, mi sono chiesto ‘Ma come può, in un pianeta coperto al 70% d’acqua, essere quest’ultima un problema per 1 miliardo di persone?’: il vero problema, in verità, non è la scarsità ma la contaminazione” – mi ha raccontato Marco Antonio Attisani nel 2016, contestualmente all’apertura della campagna su indiegogo per la messa in produzione di Watly 3.0.
Watly è una macchina capace di purificare acqua contaminata di qualunque tipo (marina, inquinata o addirittura radioattiva) senza utilizzare filtri o membrane. La risposta alla scarsità di acqua nel mondo potrà dunque arrivare anche da una macchina capace di funzionare in completa autonomia sfruttando l’energia solare che le consente nel contempo di generare elettricità – sfruttabile tramite prese elettriche – e di connettersi in rete con gli altri dispositivi simili creando una rete di scambio informativo. L’ambizioso progetto di Watly, ovviamente, non è passato inosservato: la startup è stata tra quelle selezionate per il programma di accelerazione dell’ESA – Agenzia Spaziale Europea ma ha anche potuto beneficiare per ben due volto del premio SME Instrument Champions, nell’ambito del programma Horizon 2020.

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Il concetto di Energy-Net

Watly, per quanto ambizioso, è solo il primo step di una vera e propria rivoluzione. Alla base del progetto, infatti, c’è anche il concetto di Energy-Net. Si tratta di un concetto del XXI Secolo che mette in relazione l’Internet con l’acqua e l’energia, in particolare quella elettrica. L’Energy Net, invece che essere costituita solo da computer, è una rete formata da macchine che si comportano come computer ma che gestiscono flussi di acqua e generano elettricità. Da questo concetto nasce l’idea di unire insieme più Watly, connessi tra di loro e a pochi metri/kilometri a formare una vera e propria Smart Grid, una delle più grandi opportunità economiche del nostro secolo.
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