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Ucraina, Giletti sfida i leader europei: “Andate sotto le bombe a rischiare”

L’ultima puntata di Non è l’Arena è dedicata quasi interamente alla guerra in Ucraina e alla crisi politica ed economica che ne sta derivando. Il conduttore Massimo Giletti invita nello studio di La7 diversi ospiti, a cominciare dal filosofo Massimo Cacciari che non risparmia dure critiche al presidente americano Joe Biden che ha definito Vladimir Putin un “macellaio”. Anche Giletti ad un certo punto perde la pazienza perché non si capacita del fatto che l’Europa non riesca a trovare la figura di un mediatore capace di fermare la guerra.

Massimo Giletti

Nello studio di Non è l’Arena ferve il dibattito sulle ragioni della guerra in Ucraina e sui modi migliori per fermarla al più presto. Giletti ha invitato l’esponente di Forza Italia, Maurizio Gasparri, oltre ad altri ospiti, alcuni di nazionalità russa e altri ucraina.

“Scusate però non è possibile che non esista (una figura in grado di svolgere il ruolo di mediatore tra Russia e Nato, ndr). – si prende la parola Giletti per sfogarsi – L’Europa non lo vuole trovare? Non è in grado? Non esiste? Mi sembra impossibile che un Paese grande e forte come l’Europa non riesca a trovare una persona credibile che vada là”, si domanda polemicamente il conduttore di Non è l’Arena.

“Non è che deve telefonare a Putin tutti i giorni come fa Macron. – Giletti prosegue nella sua invettiva – Bisognerebbe andare là a Kiev insieme dieci personaggi importanti e stare lì. Vai a Kiev e intanto fermi i bombardamenti, fermi tutto. Questo è il discorso che bisogna fare. Questo è il coraggio, andare là a rischiare di persona per dimostrare che noi siamo qui e vogliamo chiarire che finché non parliamo seriamente non ci spostiamo da Kiev. Questo sarebbe un gesto che l’Europa dovrebbe fare. Tutto il resto sono solo chiacchiere. Andate sotto le bombe a rischiare. Questo sarebbe un segnale importante da dare”, conclude lanciando questa provocazione.

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