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Rivoluzione in maternità: cambia tutto per le mamme lavoratrici, cosa prevede la riforma gialloverde

Se vorranno, le donne incinta potranno rimanere a lavoro fino ai giorni subito precedenti il parto. Una proposta che arriva dalla Lega e che è stata approvata nella manovra finanziaria con un emendamento. La Commissione Bilancio della Camera ha infatti accolto nella seduta del 4 dicembre una modifica voluta dal Carroccio e che fa parte di un pacchetto dedicato alle politiche delle famiglia. Le lavoratrici potranno così scegliere di non assentarsi dal lavoro e godere dei cinque mesi di maternità direttamente dopo la nascita del figlio.

Il tutto a condizione che ci sia l’ok del medico. La nuova norma, spiega Il Giornale, modifica quindi il congedo di maternità: nella forma in vigore fino a oggi, le neomamme restano a riposo nei due mesi precedenti al parto e nei tre successivi. Era già prevista una flessibilità che consentiva alle donne di lavorare fino all’ottavo mese e godere poi di quattro mesi liberi. Da ora, invece, si potrà scegliere di usufruire del congedo solo nei 5 mesi dalla nascita del figlio.
Altre modifiche presenti all’interno del pacchetto famiglia riguardano poi l’aumento del 50% il bonus per l’iscrizione agli asili nido pubblici o privati: le famiglie beneficiarie riceveranno 1500 euro invece degli attuali 1000. Il bonus è stato prorogato fino al 2021, poi la cifra destinata alle famiglie sarà stabilita di anno in anno con un decreto su proposta del ministro della famiglia. La cifra, comunque, non potrà scendere sotto quota 1000 euro.La commissione Bilancio ha approvato infine un emendamento che assicura continuità di risorse (tre milioni di euro fino al 2021) per la Fondazione Rita Levi Montalcini, che si occupa di ricerca per curare la malattia di Alzheimer e altre malattie neurodegenerative.

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